Dopo
“Vivere a lungo e in salute: la dieta mediterranea” relazione
presentata dal dott. Gianfranco Orbello continuano gli appuntamenti
dei "Venerdì Culturali di Presenza Lucana", giunti al
ventiduesimo anno di attività continua a Taranto, con la cartella di
ENOGASTRONOMIA, dal titolo: STORIA DEL PRIMITIVO: DA PLEBEO A NOBILE.
L'incontro curato dal dott. Giuseppe Baldassarre, medico, scrittore,
sommelier e degustatore AIS, si ricollega a un precedente presentato
presso l'Associazione Culturale Presenza Lucana, in occasione dei 150
Anni dell'Unità d'Italia dal titolo "Il Risorgimento del vino:
dal Barolo al...Primitivo", dallo stesso relatore. Con uno
studio approfondito e, per questo, apprezzato dai presenti, il
sommelier aveva descritto la storia dei vini italiani prima e dopo
l’Unità d’Italia, attraversando tutte le eccellenze che il ricco
territorio italiano offriva. Nei Musei di Taranto, Bari e Ruvo
esistono vasi e monete che recano riferimenti enoici e danno un'idea
della diffusione della coltura del vino nelle colonie greche.
Venerdì
sarà la storia del Primitivo, che da plebeo diventa nobile ed
apprezzato in tutto il mondo con il nome di Primitivo di Manduria
D.O.C., a prendere forma ed essere presentato in tutta la sua
interezza. E’ la precocità della maturazione delle uve, da cui si
ottiene il vino ad assegnare il nome di Primitivo.
Fino
a qualche decennio fa nessuno avrebbe potuto immaginare l’esistenza
di una strettissima parentela, comprovata da una sostanziale identità
genetica, tra Primitivo, Zinfandel ed Crljenak Kastelanskj (o
Plavina), un oscuro vitigno rimasto ormai in pochi esemplari sulla
costa e su alcune isole dalmate.
“Vino
solare, caldo, immediato, generoso, il primitivo esprime in modo
impareggiabile il carattere della gente di Puglia ed il territorio al
quale si è perfettamente adattato nell’arco di secoli, se non di
millenni. Le sue grandi potenzialità, ancora inespresse, meritano di
essere ulteriormente sviluppate per meglio valorizzarne le svariate
tipologie e le diverse originali espressioni territoriali”
(Baldassarre). Nei
Musei di Taranto, Bari e Ruvo esistono vasi e monete che recano
riferimenti enoici e danno un'idea della diffusione della coltura del
vino nelle colonie greche.
All’incontro,
con ingresso libero, introdotto da Michele Santoro, interverrà
l’enologo savese dott. Antonio Mancino.
Alla
fine della relazione la nuova Azienda Agricola Palmento Galilei di
Sava, di Paolo Mancino, offrirà una degustazione dei suoi vini.
L’Associazione
Culturale ricorda che è in corso il tesseramento per consentire la
stampa della tessera personalizzata alla tipografia. Per informazioni
tel. al 3384945141 o 099/7384301.
Articolo
di Michele Santoro
