L’incontro di oggi ha consentito alla Regione Basilicata di recuperare il terreno perduto rispetto alla Regione Puglia sull’iniziativa riferita al polo del mobile imbottito e quindi di tenere la stessa andatura della giunta pugliese, abbandonando quella troppo lenta manifestata sinora. Per questo ritengo indispensabile che il fronte istituzionale tra le due Regioni deve mantenersi unito e che si isolino posizioni, per fortuna per ora solo voci autonome senza seguito, di procedere come Basilicata per conto proprio”. E’ quanto sostiene il consigliere regionale Nicola Benedetto (IdV) per il quale “parlare come fa l’assessore Restaino di semplici “confini” dell’Accordo di Programma da chiarire con il Governo non aiuta a risolvere quelle che sono invece profonde divergenze riferite innanzitutto alla gravissima inadempienza del Governo che non tiene conto dell’impegno già sottoscritto di mettere soldi propri. Non serve a nulla sottovalutare e tentare di smussare l’irresponsabilità del Ministero per lo Sviluppo Economico che ha impegnato le risorse destinate al polo del salotto all’intesa di programma per il salvataggio del gruppo Merloni secondo quanto ha annunciato il Ministro Paolo Romani in occasione della campagna elettorale a Nocera Umbra a favore dei candidati del Pdl. Si tratta invece – sottolinea Benedetto – di attrezzarsi adeguatamente e senza atteggiamenti di inferiorità per fronteggiare l’atteggiamento del Governo e di sconfiggere la “furbizia” di quei ministri e parlamentari del Pdl che invocano il ddl Sviluppo e il Piano Sud come strumenti di intervento per il rilancio del polo murgiano del mobile. Il rischio è di assistere al solito “gioco delle tre carte” vale a dire con gli stessi soldi destinati dal Piano Sud si vorrebbero finanziare infrastrutture e distretti industriali, quindi destinando spiccioli sia per strade e ferrovie che per aree industriali in crisi. Farebbero bene certi colleghi del Pd ad aprire gli occhi piuttosto che a risentirsi perché li richiamo ad un impegno concreto per il nostro territorio abbandonando sortite demagogiche come quella di ricorrere alle royalties del petrolio per il Metapontino pur sapendo che non c’è più un solo euro derivante dall’estrazione di petrolio che non sia stato già rastrellato da De Filippo”.

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