A quanto pare la riapertura (siamo ironici, perché di ri-apertura non si tratta) della
Facoltà di scienze Motorie a Potenza dovrà attendere. La Regione ha respinto la domanda dell’unico partecipante all’Avviso
pubblico ad Enti pubblici e privati per aggiudicarsi i 100.000 euro di contributo.
Le
nostre perplessità circa il fatto che la norma che elargiva questi
contributi fosse
una becera norma ad personam erano fondate. Un unico partecipante.
Quello stesso che aveva fatto da cerimoniere alla trionfale conferenza
stampa di
presentazione della ri-apertura dei Corsi.
Ricorderete
che, all’epoca, chiedemmo spiegazioni sul come fosse possibile
annunciare
l’apertura dei Corsi senza che fosse stato espletato l’avviso pubblico
previsto dalla norma. Ricorderete, anche, che padrini della grande
operazione erano stati: il Sindaco Dario De Luca, che prometteva di
concedere o concedeva (la cosa non ci è chiara) gli spazi pubblici
comunali
dell’ex ISEF per la riapertura e il Consigliere regionale del famoso
slogan #coseconcrete nonchè promotore dell’articolo 71 della
legge regionale 5 del 2015 che prevede un contributo di 100.000 euro per
“le specifiche esigenze connesse alla formazione teorica e
tecnico-pratica degli studenti iscritti a corsi di lauree in Scienze
delle attività motorie e sportive o relativi corsi di laurea
specialistici
riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della
Ricerca”.
L’annuncio,
del tutto fuori luogo, veniva fatto prima dell’espletamento
dell’avviso pubblico, la cui approvazione era avvenuta solo il giorno
prima della conferenza stampa. Cosa che ci aveva fatto indignare non
poco.
Il fatto che durante la conferenza fosse già stato annunciata la
concessione del contributo rappresentava per noi uno schiaffo a tutte le
regole di trasparenza, imparzialità e buon andamento della Pubblica
Amministrazione.
Con
una determina del 18 Luglio scorso (n. 1072) la Regione rigetta l’unica
istanza
presentata perché, tra le altre cose, “l’Ufficio Sistema Scolastico e
Universitario ha riscontrato rilevanti criticità
nell’istruttoria le quali non consentono di pervenire ad un chiaro
quadro informativo sia riguardo l’attività realizzata dalla
citata Accademia per gli allievi iscritti ai percorsi …, sia riguardo le
spese sostenute insufficientemente specificate con generici documenti
contabili”.
In concreto, per esempio, non si rileva dai documenti depositati quante ore di tirocinio
effettive siano state prestate dai docenti e a quanti studenti e per quali attività.
Al
di là delle motivazioni con le quali è stata respinta la domanda (ci
risulta,
peraltro che sia stato fatto ricorso avverso il diniego del contributo),
quello che ci interessa sottolineare è che, ancora un volta, avevamo
ragione.
Avevamo
ragione sul fatto che i contributi erano stati previsti con una norma
per favorire un
solo operatore; avevamo ragione sul criticare politici che si lanciano
in annunci prima che siano state espletate tutte le procedure previste
solo per
accaparrarsi la primogenitura e sui politici che si prestano a dare man
forte a tali operazioni solo per compiacere qualcuno.
Noi
siamo indignati. I Lucani devono sapere che la classe politica che ci
governa non è
degna di rivestire tale ruolo e che, per lo spessore morale che hanno,
non potrebbero neanche gestire il salvadanaio di un bambino. Questa
volta sono
caduti molto in basso.

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