Scorie
nucleari, l'Italia delle promesse e dei proclami di Renzi è inadempiente e in
ritardo anche su tematiche molto importanti e delicate che investono la
sicurezza nazionale e la salute dei cittadini.
Nonostante
i numerosi richiami dell'Ue e l'apertura di una procedura d'infrazione contro
l'Italia, il governo non ha ancora adottato il Programma nazionale per la
gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi.
Per
tentare di fare chiarezza sui ritardi e sulle inadempienze e per capire qual è
l'attuale situazione il portavoce eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini ha
presentato un'interrogazione per chiedere quali sono le valutazioni della
Commissione europea dopo la risposta fornita dall'Italia a seguito dell'avvio
della procedura d'infrazione.
Nell'interrogazione
è stato precisato che il Programma nazionale andava notificato alla Commissione
europea ad agosto 2015 e che la procedura d'infrazione dell'Ue è stata aperta a
febbraio 201. In più è stato evidenziato che, ad aprile scorso, il ministero
dell'Ambiente italiano ha avviato la procedura di Vas (Valutazione Ambientale
Strategica) per definire il documento di analisi preliminare del Programma
nazionale, ma nel documento in consultazione presso il ministero dell'Ambiente
non c'è nessuna informazione relativa al Programma nazionale e risulta privo di
un elaborato relativo all'analisi preliminare.
Inoltre,
nel documento non ci sono riferimenti alla Carta nazionale delle aree
potenzialmente idonee (Cnapi), che stabilisce dove localizzare il deposito
nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco tecnologico, e risulta incompleto
l'inventario delle scorie e del combustibile esaurito perchè è carente la parte
relativa ai rifiuti derivanti da fusione accidentale di prodotti provenienti
dalle fonderie delle aziende siderurgiche.
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