LEGGIERI (M5S) su situazione zona industriale di San Nicola di Melfi: NON BASTAVA FENICE ???!!!
Sarebbe bello, almeno per una volta, avere una risposta chiara e precisa da parte della regione Basilicata. Sarebbe bello riuscire a capire una volta per tutte le linee guida che muovono l’azione della Giunta regionale in materia di politiche energetiche, di politica dei rifiuti, di tutela ambientale. Sarebbe bello, dicevo, ma si tratta di un’utopia. Purtroppo questa maggioranza ed il PD in modo particolare sono maestri di ambiguità, sempre pronti a barcamenarsi tra posizioni tra loro inconciliabili. Eterni funamboli della politica capaci di essere al tempo stesso contro il petrolio e a favore dello Sblocca Italia. Insomma ci siamo ormai abituati e, forse, anche un po’ assuefatti, a questo disturbo bipolare che ha colpito la politica regionale soprattutto quando in gioco ci sono determinati interessi. E’ addirittura superfluo commentare la ritrovata vena no triv di certi esponenti del consiglio regionale lucano. Gente folgorata improvvisamente sulla via di Damasco che dopo il famoso 4 dicembre 2014 si scopre improvvisamente paladina delle battaglie contro l’invasione petrolifera della nostra regione. Fra questi, il più sfegatato no triv risulta essere diventato proprio il Presidente del consiglio regionale, il quale sembra trovarsi particolarmente a suo agio nel ruolo di difensore della Basilicata contro lo Sblocca Italia, naturalmente vedremo alla prova dei fatti quanto durerà questo bluff. Ma nonostante questa ritrovata vena no triv di alcuni esponenti della vecchia partitocrazia lucana, i problemi ambientali restano tutti sul tavolo e ogni giorno il tavolo da gioco si arricchisce di nuovi giocatori, di nuove carte. Così, quando il quadro sembra completo ecco aggiungersi un nuovo tassello. Eolico selvaggio, inceneritori, discariche, nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti. Mattone dopo mattone cresce l’enorme torre di Babele lucana. Gli ultimi mattoni in ordine di tempo sono rappresentati da una serie di progetti per il trattamento di rifiuti organici di diversa origine urbani (FORSU) e speciali (FORS). Progetti che prevedono il trattamento di circa 124.000 tonnellate annue per ogni impianto nei vari processi relativi ai rifiuti urbani e industriali (non sembrano esclusi percolati e reflui petroliferi) con un impianto di incenerimento teso alla produzione di energia elettrica. Tutto questo nell’area di San Nicola di Melfi, tutto questo a poca distanza dall’inceneritore Fenice, tutto questo senza alcuna logica e senza alcuna considerazione per la situazione del territorio, senza alcuna valutazione per la già disastrosa situazione ambientale presente nella zona, senza neppure aver considerato che si tratta di attività che mettono a rischio alcune realtà industriali presenti sul territorio come ad esempio la Barilla. Tutto questo in assenza di una seria programmazione regionale in materia di rifiuti, in materia di energia. Tutto questo in assoluto dispregio del territorio, del paesaggio e dell’ambiente. Cosa c’ è dietro queste scelte ??? Come è possibile che si continuino a fare scelte di questo tipo che si mostrano completamente assurde agli occhi di qualsiasi cittadino ??? Quali interessi si impongono sulla politica e determinano le decisioni che vengono assunte ??? Sono domande che facciamo da tempo a chi di competenza, senza ottenere risposte, ma soprattutto senza ottenere provvedimenti che vadano nella direzione giusta. E’ un po’ come predicare nel deserto, o come ragionare con quel simpatico personaggio dei fumetti, ripreso anche nella filmografia di qualche anno fa, Harvey Dent, meglio conosciuto come “Due Facce”.
Il consigliere regionale
GIANNI LEGGIERI
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