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martedì 14 luglio 2015

MOVIMENTO POLITICO NOI CON SALVINI

Il MOVIMENTO POLITICO NOI CON SALVINI esprime contrarietà rispetto alle volontà del Governo nazionale di Renzi che in seguito a scellerate decisioni vuole estrarre petrolio nel Mare lucano. Già con la legge sblocca Italia dello scorso anno, i recenti atti governativi del 12 Giugno scorso e altri provvedimenti legislativi, hanno siglato la convinta volontà di estrarre idrocarburi a poca distanza dalla costa e sui fondali del Mare Jonio. Alla manifestazione indetta dal Comune di Policoro di Mercoledì 15 luglio 2015 in Piazza Enotria -Lungomare di Policoro ore 9.00 ci sarà anche il MOVIMENTO POLITICO NOI CON SALVINI, con i due Coordinatore regionali Antonio CAPPIELLO e Luigi MODRONE, i dirigente delle Regioni limitrofe di Calabria, Puglia e tutti i dirigenti lucani e i coordinatori provinciali di Matera, Donato PIERRO, Antonella GRILLI e Raffaele LAGALANTE. La manifestazione di protesta e il corteo del Movimento NOI CON SALVINI, sarà distinto e distante da quella a cui parteciperà il governatore lucano Marcello PITTELLA. Egli a differenza dei presidenti di altre Regioni interessate non impugnò lo SBLOCCA ITALIA, che è la legge che ha dato la possibilità al Governo nazionale di passare sopra le volontà degli enti locali sul parere di impatto ambientale, prima in capo delle regioni. NOI CON SALVINI sarà alla manifestazione e al corteo di Policoro con le proprie bandiere con il VERO POPOLO LUCANO. I salviniano diranno un netto NO, alla volontà di Renzi, con la complicità di Pittella di fare della Basilicata il centro estrattivo più grande d’Europa. Il Coodinatore del Metapontino del Movimento NOI CON SALVINI Donato PIERRO, invita i cittadini del sud e soprattutto i lucani a difendere con ogni mezzo democratico, ma incisivo, la propria terra e le acque del proprio mare. Non è possibile che dopo anni di investimenti turistici fatti sulla costa con la realizzazione di impiantati e strutture ricettive che offrono servizi e creano lavoro, questi operatori oggi in conseguenza della peggiore politica ambientale del centrosinistra, si vedrebbero costretti a chiudere o delocalizzare.

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