Dopo un ventennio d’inspiegabile
abbandono, che ne ha messo in pericolo la stabilità, il piccolo
luogo di culto risalente alla metà del Settecento rischia di essere
demolito con troppa precipitazione. Ma questo scempio è davvero
necessario?
Percorrendo le strade della nostra
provincia all’occhio più attento non può sfuggire come ogni
angolo del territorio sia pervaso da un respiro antico, animato da
quiete e umiltà. Uno scrigno naturale che affianca alle emozioni
paesaggistiche una miriade di minuscole, delicate testimonianze
storiche e architettoniche. Fra queste, l’armoniosa chiesa di San
Vincenzo, luogo di culto la cui origine risale alla metà del
Settecento. Un edificio sacro in cui parecchie generazioni di
stiglianesi vi si sono recate per vivere momenti di raccoglimento, di
gioia e di lutto. Una sorta di libro di pietre, calce e tegole della
storia locale, da anni ormai precluso dall’incuria alla vista dei
più curiosi quanto a quella dei fedeli.
Ora, a causa delle condizioni poco
rassicuranti della chiesa, si vocifera di un suo frettoloso
abbattimento. È vero che i tempi sono difficili. Ma è altrettanto
vero quanto sia importante cercare una via d’uscita per salvare
questo angolo della memoria del nostro paese. Un centro urbano in cui
ormai gli edifici di pregio si possono contare sulle dita di una
mano. Tuttavia, se a mali estremi, di solito si preferisce rispondere
con estremi rimedi, in questo caso si potrebbe dire che il male
estremo si può tentare di debellarlo con la cura. Dunque, perché
non cominciare a parlare di messa in sicurezza di questo prezioso
monumento, in attesa di valutare tutte le concrete possibilità per
intraprendere la strada di un eventuale recupero? Un percorso
obbligato, a mio modesto parere, per cercare di mantenere viva una
delle poche tangibili testimonianze di un passato che non basta
glorificare solo a parole.
Nella speranza che, come non ho dubbi,
in molti facciano sentire la propria voce, rivolgo questo mio appello
alle autorità politiche ed ecclesiastiche affinché aprano un
dibattito per stemperare l’ipotesi irreversibile della demolizione.
Abbattere è facile. Costruire bene con sensibilità e armonia, non è
da tutti. Appunto ciò che abili maestranze edili hanno costruito
secoli addietro con gusto e fede va salvaguardato con fermezza, per
evitare nuovi e sempre più orribili scempi che ormai rappresentano
la vera cifra civile, non solo di Stigliano, ma dell’intera
nazione.
Giuseppe Colangelo