“Grazie alle inchieste coraggiose e
martellanti del Quotidiano della
Basilicata, finalmente, anche gli “intoccabili”
sono costretti ad uscire allo scoperto, a rompere il silenzio e ad ammettere che
già poco meno di un anno fa, il 15 aprile 2011, la subdola e sorniona
Regione del Governatore-sceicco De Filippo sapeva
perchè informata dal NOE di Potenza. Non
credo – sottolinea Filippo
Massaro - possa mettere la coscienza a posto la semplice, formale e
sciocca sollecitazione inviata alla Total
all’immediato adempimento degli obblighi di legge e il successivo
incontro prendendo per buone le assicurazioni e gli impegni degli uomini della
Total. Poiché sono trascorsi circa 10 mesi dall’effettiva conoscenza e 20 anni
dal progetto di discarica mai realizzata, l’atteggiamento della Regione del Governatore-sceicco non ha scusanti ed alibi
perché – aggiunge Massaro
- di fatto è stata vergognosamente “latitante”
non ha esercitato il controllo, la verifica delle attività di bonifica
annunciate dalla Total, il monitoraggio su tutti i fattori (aria, terra, acqua).
Anche dalla gestione di questa situazione di emergenza si evince l’assoluta
incapacità ed inadeguatezza dell’azione della Regione
che di fatto delega alle compagnie – Eni in Val d’Agri e
Total nel Sauro – il compito di
controllore-controllato fino a quando non interviene, meno male, l’auspicato
intervento della Magistratura. Gli indignati lucani si chiedono: e
se “Il Quotidiano della
Basilicata” non avesse scoperchiato la pentola, la grave situazione
di inquinamento dei terreni e di pericolo per la salute cui sono a conoscenza
tantissimi contadini delle aree rurali di Corleto sarebbe
rimasta sepolta come i fanghi di Tempa Rossa 2 ?
E ci sono ancora fanghi di perforazione
disseminati nell’area di Corleto e nel Sauro ? I fenomeni di tumori – aggiunge Massaro
- sino ai casi di morte
accertata a causa di tumori hanno assoluto bisogno di verità, chiarezza e
giustizia per chi ha perso i propri congiunti. Non ci possiamo accontentare,
adesso che i fatti sono noti, dell’annuncio che la Regione , costretta, si
costituirà parte civile, dopo che per anni ha fatto finta di ignorare cosa
accadeva sul suo territorio.
E’ evidente che la nota
dell’ufficio stampa di regime – conclude Massaro
- chiama in causa pesantemente per responsabilità dirette il Sindaco e il Comune di
Corleto che sono a conoscenza di
tutto per la partecipazione a Conferenze di servizio. Anche per gli
amministratori e tecnici comunali si pongono gli stessi problemi di dare
spiegazioni chiare e più convincenti di quelli della Regione. Questo caso è una vera
ignomìnia istituzionale
.
Filippo
Massaro, Csail-Comitato Indignati
Lucani
