Il
tema della giustizia, ed in particolare quello delle sue implicazioni
con la politica non mi ha mai appassionato. Molti commentatori
sembrano, invece, in preda a un vero e proprio raptus giustizialista.
Come
spesso accade, tanti sono i luoghi comuni, le ovvietà, se non
addirittura vere e proprie ipocrisie. Una fra tutte: “rispetto per
la presunzione d’innocenza, ma…”. E’ quel “ma” che
trasforma, sfigura ontologicamente l’idea e la concezione della
giustizia e della legalità. Francamente ho sentito il bisogno di
rompere il silenzio al quale mi ero consegnato per reagire alle
barbarie, alla falsità gratuita, alla strumentalità con cui viene
agitata la cosiddetta Questione Morale come una clava per far cadere
l’amministrazione comunale di centrosinistra guidata da Salvatore
Adduce.
Iniziamo
a chiamare le cose con il nome giusto: siamo di fronte ad un
tentativo, ormai neanche più tanto celato, di una coalizione spuria,
fatta di alcune forze politiche o pseudo tali, di pezzi di
associazionismo autoreferenziali e con la grancassa di alcuni
giornalisti in puro stile Minculpop che si sono posti l’obiettivo,
sia chiaro, anch’esso assolutamente legittimo, di far cessare
anticipatamente questa esperienza politica voluta dai cittadini
materani.
Naturalmente
non sono stato contagiato da una sindrome complottista, ma anche un
bambino capirebbe che l’obiettivo di questi soggetti è quello che
affermavo prima: un cortocircuito politico-amministrativo che porti
alla caduta del Governo Adduce.
La
questione morale nell’esperienza di governo di Salvatore Adduce
c’entra come il cavolo a merenda, e questi novelli giacobini così
come i loro organi di propaganda sanno benissimo che non solo nelle
odierne vicende giudiziarie non vi è coinvolto nessun amministratore
eletto dai cittadini, sindaco, assessore e consigliere, ma cosa
ancora più significativa (come riportato dalla Gazzetta del
Mezzogiorno on-line) gli stessi ambienti investigativi hanno chiarito
che l’ultima vicenda che ha visto coinvolti 4 dipendenti comunali,
non ha alcuna implicazione con i livelli politico-amministrativi.
Ma
i nostri avversari hanno vita facile, è persino conveniente sparare
nel mucchio.
Questo
clima mi riporta alla mente le crociate dell’ex ministro Brunetta:
dipendenti fannulloni, medici assassini, i tornelli per i giudici,
etc. Così come qualche consigliere ostaggio di una vera e propria
furia iconoclastica tenta di speculare sulle difficoltà burocratiche
del Comune per tentare di assestare un colpo mortale alla credibilità
ed autorevolezza delle istituzioni nella loro interezza, umiliando
decine di dipendenti che in silenzio, pur esposti al rischio di
pubblico ludibrio, fanno il loro lavoro quotidiano in attesa di
maturare l’agognata pensione, a differenza da chi, privilegiato, la
può già godere a poco più di 50 anni.
E’
difficile parlare di questi argomenti, la mancanza di coesione nella
maggioranza non aiuta nel rispondere a questo tentativo reazionario,
becero e giustizialista. Ma nonostante il rischio altissimo io non ci
sto più. Bisogna reagire con vigore e compostezza.
Ho
sempre combattuto la omertà mafiosa silente contro tutti i poteri
criminali, ma ora siamo di fronte alla omertà indotta. Ovvero, il
silenzio nichilista che impedisce di parlare di questi temi con la
coerenza delle proprie storie personali e politiche pur di non farsi
del male, di bruciarsi, di entrare nel tritacarne mediatico.
Voglio
reagire al tentativo di ammutinamento politico e sociale.
Grande
rammarico mi ha colto nel vedere i pensieri meridiani piegati in una
torsione forcaiola ed una idea singolare, altro che pluralismo, di
qualche personaggio in cerca d’autore.
E’
per queste ragioni che ho scelto di parlare, o meglio scrivere, per
non immolare la mia libertà all’altare del voyeurismo politico e
dell’orgia giustizialista che ormai dilaga anche nella nostra
tranquilla comunità cittadina.
Non
abbiamo bisogno di una politica spiata, ma di un confronto serio ed
onesto, anche aspro se necessario, ma sui problemi della nostra città
senza i condizionamenti e le incursioni nella vita pubblica di pezzi
di malaffare o di portatori di interessi particolari.
In
una regione come la nostra che per molti versi ha visto entrare in
crisi pezzi rilevanti delle proprie classi dirigenti, il rischio di
nuovi processi di passivizzazione e subalternità è molto forte, e
questo giustizialismo da accattoni avrà una responsabilità
grossissima.
Per
questo ho molto apprezzato il coraggio e l’autorevolezza del nostro
sindaco Adduce, che a differenza di quello che alcuni vanno
blaterando ha chiesto la convocazione del Consiglio comunale per
dibattere liberamente, pubblicamente e senza paracadute di questi
temi.
Qualcuno,
pur di speculare frazioni molecolari di consenso mette alla berlina
il valore democratico delle istituzioni, del pubblico impiego, delle
funzioni di rappresentanza, senza rendersi conto, purtroppo, del
danno devastante che produce.
Sulle
macerie non si è mai costruito granchè, forse solo fortune
personali.
L’opposizione
istituzionale, così come quella sociale, sono funzioni nobili che
vanno esercitate con cura e nell’interesse del popolo, ma sempre e
comunque nelle forme di legge, riconoscendo solo a quest’ultima una
funzione di supremazia. Si abbandoni il tentativo di tirare per la
giacca la funzione e questione giudiziaria perché a Matera non c’è
trippa per gatti. Se avete i numeri in politica e nella società fate
valere questi perché la ricerca spasmodica di altre sponde rimarrà
solo nei vostri desideri.
La
politica recuperi la sua funzione più nobile senza aspettare che
altri poteri siano chiamati a svolgere improprie funzioni di
supplenza, che per la verità, a Matera, non si sono mai viste. Di
mezzo non vi sono le sorti personali di questo o di quel politico, ma
l’essenza stessa della democrazia.
In
ossequio a quanto scritto sulle vicende giudiziarie che riguardano
dipendenti e collaboratori del Comune di Matera, e non
amministratori, non mi compete, anzi non ci compete un pronunciamento
nella assoluta certezza che l’autorità giudiziaria saprà fare
chiarezza in modo equo ed imparziale.
Rocco
Rivelli
Assessore
del Comune di Matera
