Forte
preoccupazione di Legambiente Basilicata per quanto previsto
dall’articolo
25 del decreto sulle liberalizzazioni relativamente
allo
smantellamento
degli impianti della filiera nucleare chiusi dopo il referendum del
1987 e
lo
smaltimento dei rifiuti radioattivi.
Secondo l’associazione, il tema, altamente delicato, è affrontato
con modalità accelerate e semplificate, con deroghe sulle normative
ambientali e urbanistiche che preoccupano molto.
Come
è stato ricordato più volte nella scorsa primavera durante la
campagna per il referendum che ha fermato il progetto di ritorno
dell'atomo nel nostro Paese, l'Italia ha ancora un'eredita'
radioattiva irrisolta, che consiste nelle scorie prodotte fino alla
fine degli anni '80 dalle centrali nucleari, in quelle che stiamo
producendo con lo smantellamento in corso degli impianti gestito
dalla società Sogin, che si aggiungono a quelli a media e bassa
attività che produciamo ogni giorno nel settore medico, industriale
o della ricerca.
Per
affrontare in modo sicuro e definitivo questo problema è
fondamentale garantire la massima trasparenza nell'iter, il pieno
rispetto delle procedure ordinarie previste dalle leggi dello Stato e
la più ampia partecipazione degli enti locali, delle categorie
produttive e delle popolazioni interessate dalla localizzazione di
depositi temporanei o di quello nazionale previsto per lo smaltimento
definitivo dei rifiuti radioattivi, condizioni che verrebbero meno
con l'articolo del decreto pubblicato oggi.
Sarebbe
estremamente grave se si accelerassero e snellissero le procedure di
smantellamento degli impianti nucleari e di realizzazione dei
depositi senza le dovute cautele che la questione richiede, perché
si rischierebbe di rifare lo stesso errore commesso dal governo
Berlusconi nell'autunno del 2003, quando fu decisa con procedure
semplificate davvero discutibili la localizzazione della discarica
per rifiuti radioattivi a Scanzano
Jonico
qui in Basilicata, scatenando una sollevazione popolare che poi portò
l'esecutivo a cancellare dopo qualche settimana la localizzazione
proposta.
L'Italia
deve risolvere il problema delle scorie prodotte con la filiera
nucleare del passato, ma lo deve fare in modo trasparente,
partecipato e democratico. La strada scelta dall'esecutivo, a fronte
di un apparente efficientismo, rischia di lasciare irrisolto il
problema del trattamento delle scorie. E' per questo che Legambiente
Basilicata augura fortemente che il governo possa cancellare
l'articolo in questione.