Consiglio Regionale di Basilicata
Gruppo Il Popolo della Libertà
Il Consigliere Mario Venezia
La
situazione della nostra regione, come già ampiamente documentato dai
ricorrenti dati socio-economici preoccupanti e disastrosi, è,
oramai, divenuta insostenibile. Con i dovuti distinguo
dall’affondamento della Costa Concordia e le facili
strumentalizzazioni , considerato che già in passato avevo
paragonato la nostra regione ad una nave in viaggio senza rotta,
senza meta ed allo sbando, volevo approfittare dell’occasione per
ribadire con forza e determinazione il fallimento della classe
dirigente regionale che, però, non deve limitarsi ai ” mea culpa
“ sul “carattere sbagliato” della pratica della clientela
come ha fatto Folino che presiede ed a mio avviso, con le sue
dichiarazioni, offende l’intera assise regionale.
Che
la nostra regione sia stata , negli ultimi 15 anni, oggetto di
spartizioni e clientela è oramai acclarato e finalmente
riconosciuto anche da quella parte politica che ha gestito il
potere. Fatte queste semplici premesse, credo che sia giunto il
momento di concorrere tutti alla rifondazione della Basilicata che è
cosa ben diversa dal tanto esaltato restyling dello Statuto.
Il
PDL, in questi ultimi mesi, consapevole del suo ruolo, ha più volte
offerto la propria disponibilità alla maggioranza con proposte
concrete ed efficaci per dare l’avvio ad un nuovo corso teso a
rimettere nella giusta rotta la nave Basilicata prima del disastroso
naufragio.
Ma
il presidente De Filippo, sempre più arroccato nel suo Olimpo, non
si rende conto di essere alla guida di una grande nave, con circa
560.000 persone la maggioranza delle quali in gravissime
difficoltà, rifiuta le offerte di soccorso da parte di chi è
seriamente preoccupato dell’imminente affondamento e si limita a
cercare ciambelle di salvataggio nel terzo polo pur di proseguire un
viaggio che, vista la realtà , porta la regione direttamente verso
l’inabissamento.
Se
la situazione italiana è difficile, quella lucana è addirittura
disperata per un sistema produttivo collassato, per i tanti
disoccupati rassegnati, per le migliaia di famiglie sotto la
soglia della povertà e nell’indigenza, per i tanti giovani,
raggirati e disillusi, che hanno perso ogni speranza.
La
politica non deve limitarsi a riconoscere i propri errori, sic et
simpliciter, per poi continuare a sbagliare all’infinito ma deve
imparare a migliorarsi e ad operare nell’esclusivo interesse della
comunità individuando metodi e percorsi diversi da quelli attuati
senza andare alla ricerca di improbabili accordi o nuove alleanze
solo per darsi nuove verginità utili per autoalimentare ed
autosostenere se stessa.
Cambiando
l’ordine degli addendi, e il riferimento è alla nuova annunciata
giunta, il risultato non cambia, per cui l’appello ultimo che mi
sento di inviare al comandante De Filippo è quello di uscire
dall’arroccamento ed accettare i soccorsi, disinteressati, prima
che sia troppo tardi, prima che metta a repentaglio non la vita ma la
dignità di un popolo onesto e lavoratore come quello lucano che
chiede alla politica solo lavoro, giustizia sociale, meritocrazia,
reale rinnovamento senza più essere più calpestato e umiliato.
Presidente
De Filippo proposte tese al rinnovamento ed al miglioramento della
Basilicata ne abbiamo fatte noi del PDL, purtroppo Lei, talvolta
saccente e supponente, le ha sbrigativamente cestinate.
Personalmente,
nel corso della discussione sulla Finanziaria, Le ho proposto di
inserire mille giovani, spendendo 18 milioni di euro, nei settori
della produzione ( agricoltura, turismo, industria), e Lei ha voluto
spendere 24 milioni di euro per il reddito di cittadinanza solidale
che disabitua i lucani al lavoro, Le ho proposto di inserire 50
giovani eccellenze lucane, al costo di 2,5 milioni di euro,
nell’apparato burocratico regionale per svecchiarlo, alleggerirlo e
sveltirlo e Lei ha voluto mantenere inalterati i privilegi, Le ho
proposto di ridurre gli stipendi dei direttori generali e Lei
continua a premiarli, con migliaia e migliaia di euro, nonostante
continuino a sbagliare, Le ho proposto di ridurre i costi dei
consigli di amministrazione e dei collegi sindacali degli Enti e Lei
si è fatto un mucchio di risate, Le ho chiesto di diversificare
l’offerta specialistica degli Ospedali lucani e Lei li chiude in
maniera dissennata e dolosa, Le ho chiesto di attivare urgentemente,
in tutti i comuni lucani, la raccolta differenziata dei rifiuti
solidi urbani e Lei insiste nella politica delle discariche, Le ho
chiesto di eliminare gli enti inutili e Lei ne vuole creare altri, Le
ho chiesto di ridurre i costi della sua casta e Lei vuole continuare
a sostenerli.
Sig.
Comandante della nave Basilicata, noi siamo disposti ad aiutarLa
nell’interesse dei lucani. Non vogliamo poltrone, nè vogliamo che
Lei emuli Berlusconi, di cultura diversa, che per il bene dell’Italia
ha fatto un passo in dietro. Noi vogliamo che Lei continui a fare il
Presidente di tutti i lucani, ma le chiediamo di smetterla di essere
il Presidente dei fannulloni, dei furbacchioni, dei parassiti, dei
raccomandati e dei privilegiati. L’innovazione non deve essere solo
uno slogan elettorale per ingannare i lucani, deve essere, al
contrario, un impegno da mantenere in primis con la sua coscienza,
sperando che Lei ne abbia ancora una.
Presidente
accetti i nostri consigli per la Basilicata: parola di un Falco.
Mario
Venezia
