Straniera, 41 anni, 28 ore di lavoro alla settimana, guadagno
annuo di 5.828 € è l’identikit della badante. Roma, Milano e Torino in testa
alla classifica per numero di badanti. In Basilicata 2637 unita' pari allo 0,3%
del totale nazionale.
La richiesta di badanti non si ferma neppure di
fronte alla crisi: dal 2001 il numero di lavoratori domestici stranieri è
quintuplicato raggiungendo quota 711mila. Nelle casse dell’Inps sono stati
versati nel 2010 700milioni di €, pari a 985 €, a persona a fronte di un
guadagno medio annuo di 5.828 €. Identikit della badante? Donna, straniera, di
41 anni, proveniente dall’Est Europa, che lavora per 28 ore la settimana
dichiarandone 33. Lo comunica Leo Montemurro della CNA Basilicata sulla base di
una ricerca realizzata dalla Fondazione Leone Moressa che ha analizzato gli
ultimi dati Inps sui lavoratori domestici iscritti all’istituto
previdenziale.
In Italia , continua Montemurro, si contano nel 2010 oltre
871mila lavoratori domestici regolarmente iscritti all’Inps. I dati quantitativi
ci dicono che di questi il 81,5% è straniero (710mila unità), e tra questi il
71,8% proviene da paesi extracomunitari. Dal 2001 al 2010 a crescere sono stati
gli stranieri: in dieci anni il loro numero si è quasi quintuplicato (+408,3%),
mentre per gli italiani si tratta appena del +23,7%. Complessivamente i
lavoratori domestici versano nelle casse dell’Inps 834 milioni di € in
contributi, di cui l’83,9% da colf e badanti di origine straniera (699 milioni
di €). Nell’ultimo periodo (2001-2010) la crescita dei contributi versati è
stata del +274,8%, ma se si osserva la parte riservata agli immigrati si tratta
del +487,6% (quindi quasi sei volte). Se si rapporta il valore dei contributi
versati e il numero di lavoratori domestici, si calcola un contributo medio
annuo procapite che ammonta a 957€. Ma se gli italiani versano 834€, per gli
stranieri si tratta di 985€, di cui 1.000€ per i lavoratori extracomunitari e
946€ per i comunitari.
Relativamente all'identikit del lavoratore straniero
le colf e le badanti sono per la stragrande maggioranza donne, sia per i
lavoratori italiani che per quelli stranieri. Le italiane hanno mediamente 46
anni, lavorano per 20 ore la settimane e dichiarano 36 settimane lavorative
all’anno. Ricevono una retribuzione media annua di 4.805 € e versano nelle casse
dell’Inps 834 € a testa. Le lavoratrici domestiche straniere sono più giovani
delle italiane (in media hanno 41 anni, 43 per le comunitarie), lavorano per 28
ore settimanali (quindi 8 ore in più delle italiane) e dichiarano 33 settimane
lavorative all’anno (ma per le extracomunitarie si tratta di 34 settimane).
Ricevono una retribuzione annua media di 5.828 €, un po’ più elevata per le
donne extracomunitarie (1.000€) che per quelle comunitarie (946€). Più della
metà delle lavoratrici domestiche straniere proviene dall’Est Europa (57,3%), il
20,5% dal continente asiatico. La rimanente parte si suddivide tra Sud America
(10,8%) e Africa (9,4%). In merito poi alla diffusione Nelle province Roma,
Milano e Torino sono le prime tre province italiane per numero di badanti: la
capitale, con i suoi 104mila iscritti all’Inps, raccoglie il 14,7% del totale
delle badanti italiane, Milano l’11,5% e Torino il 4,4%. In Basilicata si
registra una presenza di 1740 badanti nella provincia di Potenza pari allo 0,2 %
del totale nazionale e di 893 in quella di Matera pari allo 0,1% del totale
nazionale per una presenza complessiva superiore alle 2600 presenza pari allo
0,3 % su base nazionale.Sebbene in tutte le aree la presenza straniera sia molto
forte, le province settentrionali mostrano un’incidenza di poco superiore
rispetto alle aree meridionali. Unica eccezione è la Sardegna dove generalmente
le badanti e le colf sono per la maggior parte italiane. Se si rapporta invece
il numero di lavoratori domestici sul totale degli anziani over 75 si osserva
come Roma e Milano si distinguono ancora una volta dalle altre province: su
mille persone di quell’età si contano nella capitale 259 badanti e nel capoluogo
lombardo 209, quando a livello nazionale la quota è di appena 116.
Il dato
che emerge con chiarezza dalla ricerca, conclude Montemurro, e' che
la
richiesta di manodopera straniera per la cura della persona e della
casa non ha conosciuto crisi. Il progressivo invecchiamento della popolazione,
la maggiore presenza delle donne nel mercato del lavoro e la scarsità di servizi
assistenziali pubblici spinge molte famiglie ad affidare a terzi la gestione dei
propri anziani (e in alcuni casi anche della casa). I dati presentati non
descrivono in realtà tutto il fenomeno, dal momento che molte badanti che
lavorano nel nostro paese lo fanno in nero. E non è da escludere che molte
famiglie, sebbene si avvalgano di manodopera regolare, non dichiarino tutte le
ore effettivamente lavorate dalle badanti. Accanto alle procedure di emersione
(tramite regolarizzazioni o sanatorie), la politica migratoria dovrebbe
riconoscere a questo lavoro una vera e propria professionalità e incentivare le
famiglie alle assunzioni regolari tramite agevolazioni fiscali dato il grosso
peso economico che occorre sostenere
.Leo Montemurro
CNA
Basilicata
