“La
proposta di Tito Boeri, uno dei più celebri economisti italiani, di
dare il voto anche ai minori di 18 anni, mi piace non tanto perché
si darebbe una nuova possibilità di partecipazione civile a poco
meno di 12.500 giovani lucani sedicenni e diciassettenni ma per il
messaggio positivo che si lancerebbe alle giovani generazioni
soprattutto di svecchiamento della classe politica che nel nostro
Paese ha l’età più alta in assoluto”: è il commento del
presidente del Gruppo IdV alla Regione Nicola Benedetto.
"Non
è infatti il numero limitato di nuovi elettori che conta quanto
piuttosto – aggiunge – la chiara indicazione che il Paese intende
finalmente occuparsi dei giovani e del proprio futuro. Un’indicazione
che assume nuovo e particolare significato dopo l’esternazione, di
cattivo gusto, del viceministro
del Lavoro Michel Martone,
che con il suo messaggio ("se
a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato'') non si
differenzia di molto dal “mandiamo
i bamboccioni fuori di casa” dell’allora Ministro dell’Economia
Tommaso
Padoa-Schioppa.
Sono
passati più di quattro anni tra le due esternazioni e la situazione
è senz'altro peggiorata. La crisi economica ha accentuato un
ritardo, quello dell'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro,
che i dati sulla disoccupazione giovanile, da vicina al 40%, e con
centinaia e centinaia di ragazzi che non studiano e non lavorano,
rischiano di rendere drammatico. Per questo – dice Benedetto –
penso che abbassare la soglia di età per il diritto al voto possa
rappresentare un esempio di investimento nei giovani ai quali
dobbiamo comunque dare risposte per aiutarli a realizzare i sogni del
proprio futuro non più a casa dei genitori e senza lavoro. E chi sa
che la nuova giunta regionale che sta per nascere non istituisca una
delega specifica alla questione giovanile oltre a definire un
programma straordinario di misure eccezionali per il lavoro a
laureati e diplomati”.
