Fabbris
continua lo sciopero della fame attendendo che si tenga una riunione operativa
con i Comuni e le Province che hanno già dato l’impegno a scendere in
mobilitazione in strada con i cittadini del
territorio.
“Abbiamo ascoltato in
diretta le parole che il sottosegretario Tullio Fanelli ha scandito nel suo
intervento nell’aula del Parlamento stamattina e ci sentiamo presi in giro. Non
c’è l’ordinanza che aspettiamo da nove mesi e non c’è nemmeno l’impegno a farla
in tempi celeri. Non è tanto questo che ci ha fatto vergognare, quanto le vuote
parole di circostanza usate per chiedere che il Comitato interrompa lo sciopero
della fame e la pressapochezza con cui è entrato nel merito.
Ora basta, questo
Governo, “cui abbiamo dato il tempo di
capire e comprendere e di attrezzarsi per dare risposte”, mettendo in
campo il sacrificio di uno di noi con lo sciopero della fame, non è più un
interlocutore credibile e prendiamo atto che non intende assumere alcun impegno
a riparare i ritardi del precedente.
Il presidio a Marina di
Ginosa ha accolto la notizia nel gelo dovendo rendersi conto, ancora una volta,
che i rumors rassicuranti che ci vengono dalle stanze della politica romana e
pugliese si sono di nuovo dimostrati infondati.
Fabbris ha annunciato:
“Il mio sciopero della fame continua, domani
sarò al XVI giorno ma non darò alcun alibi ai nostri governanti: si assumeranno
le responsabilità di non aver voluto dare risposte. Rivolgiamo un appello ai
Comuni ed alle Province di Taranto e Matera: diamo seguito alle decisioni che
abbiamo già assunto la scorsa settimana nei consigli comunali congiunti e
ribadite ieri sera nella riunione tenuta a Marina di Ginosa. Si metta in campo
la più grossa, efficace, combattiva manifestazione di tutto il territorio come
sottoscritto da tutti nel documento diffuso dal Coordinatore dei Consigli
Comunali dell’ANCI del Metapontino. Per indirla unitariamente, chiamiamo ad una
riunione operativa, che proponiamo in serata al Presidio in cui è in corso lo
sciopero della fame. Solo se e quando ci sarà la convocazione di questa forte
manifestazione di lotta io sarò in condizione di ritenere concluso il mio
impegno di questa fase con i cittadini che attendono risposte e, dunque, potrò
interrompere lo sciopero della fame; altrimenti dovrò andare
avanti.”
Per il Comitato è
finito il tempo delle assemblee e dei dibattiti e tutto quello che poteva essere
detto è stato detto. L’ordinanza può e deve essere fatta subito e la
conquisteremo anche a costo di passare a forme di lotta che non ammetteranno
equivoci.
Dovrà essere una
risposta di popolo per cui noi siamo pronti e cui, siamo convinti,
parteciperanno alla testa proprio quelle istituzioni del territorio colpite
nella dignità come tutta la comunità.
Patrizia Bitetti, per
il Comitato TerreJoniche