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venerdì 11 novembre 2011

Un Plauso al CNR-Ibam ed al Quotidiano di Basilicata


Dove la politica e le istituzioni non arrivano oppure rinunciano al ruolo di salvaguardare, valorizzare e condividere con la cittadinanza le meraviglie ed i tesori del nostro immenso Patrimonio Culturale, per fortuna la passione, la dedizione e la competenza della società civile e dei ricercatori diventa protagonista di un’operazione culturale di alto profilo, tale da essere da stimolo e da esempio per tutti gli apparati burocratici e politici.
Per questo va un immenso plauso all’iniziativa “Adotta un monumento” promosso dal CNR- IBAM di Tito e dal Quotidiano di Basilicata ed un ringraziamento ai due artefici la dott. Antonella Pellettieri ed il direttore Paride Leporace per questa semplice ma straordinaria iniziativa. Semplice perchè parte da un dato ovvio: in una Basilicata ricca di storia e di storie di personaggi illustri, vi è un tesoro di arte, architettura, cimeli ed anche curiosità purtroppo misconosciute o anche bistrattate. Straordinaria perchè fa balzare agli occhi della pubblica opinione questa “memoria bandita” coinvolgendo poi anche tutti i sindaci di tutti i comuni lucani a proporre un “simbolo” da adottare quale simbolo di una nuova cultura e sensibilità verso il patrimonio culturale che parta dalle esigenze delle Comunità. Aggiungo anche innovativo perchè si tratta di un complesso progetto che coniuga cultura umanistica con la tecnologia, che crea simbiosi tra pubblico e privato, che amalgama le esigenze di un determinato territorio in una più vasta operazione culturale di promozione e riappropiazione delle nostre radici storiche e antropologiche.
Un progetto che parte dalla conoscenza dell’esistente, dalla diagnostica delle condizioni del patrimonio culturale, per poter permettere una conservazione protesa alla Valorizzazione ed alla fruizione culturale e turistica. Reputo che sia anche l’inizio di una nuova mentalità nel poter gestire i nostri beni culturali abbandonando antiquati metodi che allontanano anche le nuove generazioni dalla loro storia e dalle loro origini.
Qualunque sia il bene da adottare, propongo alle istituzioni di “adottare” questa progetto e questa metodologia che unisce saperi, passioni e sensibilità civile.


Gianni Rosa