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giovedì 17 novembre 2011

INQUINAMENTO DIGHE : SINDACI FATE CHIUDERE LA GRONDA DELl’AGRI SUL SINNI


A seguito delle allarmanti e preoccupanti analisi effettuate dalle associazioni, in particolare dall’Epha (Ansa) sono emerse nel Pertusillo dopo gli idrocarburi , i metalli pesanti, livelli "elevati e preoccupanti"  di bario (sostanza utilizzata nelle trivellazioni petrolifere), torniamo a chiedere ai sindaci del materano (considerato che il governatore  Defilippo fa finta di nulla) vista la gravità dell’inquinamento e il rischio sanitario per la salute di persone, animali e per i prodotti  agricoli di Basilicata e Puglia (circa cinque milioni di abitanti).
Di ordinare e chiedere : 1 – la chiusura della Gronda dell’Agri, cioè la traversa che collega il Pertusillo con la diga di Senise per evitare che l’inquinamento da idrocarburi e metalli pesanti e bario si trasferisca nella diga di Montecotugno e trasporti moria di pesci, e rischi alla salute delle persone e all’economia territoriale, dalla Val d’Agri alla Valle del Sinni; 2 – analisi immediate delle qualità delle acque del Sinni, per capire se per colpa della traversa dell’Agri, non siano già avvenute contaminazioni in una vallata che è ancora quasi del tutto esente da grandi problematiche inquinanti dovute a mega-discariche e perforazioni; 3 – la caratterizzazione dell’area della Val d’Agri, chiesta, per coerenza amministrativa e trasparenza verso i cittadini di Puglia e Basilicata, sia seguita da una richiesta di una Sin, cioè, di un Sito di Interesse Nazionale per bonifica, com’è per la Valbasento e per l’area industriale di Tito Scalo e che di concerto col governatore Niki Vendola, e in trasparenza con la comunicazione ai cittadini, attuino un piano di emergenza congiunto a tutela delle popolazioni. Perché il sistema di potabilizzazione difficilmente toglie i metalli pesanti e perché l’acqua si mangia attraverso i prodotti agroalimentari irrigati e attraverso gli animali abbeverati.
Resta bene inteso che è ora di trovare i responsabili di questo grave inquinamento e di utilizzare i fondi FESR  per la realizzazione della seconda canna sul Sinni per tutelare l’acqua da ogni forma d’inquinamento, per il bene dei cittadini lucani e pugliesi.