Era
il 1970 e il duo Battisti-Mogol portava in scena un brano che è
diventato uno dei classici della musica leggera made in Italy:
“Emozioni”. E un classico, a modo suo, è anche la frase
pronunciata dall’ex Ad di Fenice Patrick Luccioni, il quale nel
corso di un incontro con l’ex Direttore dell’Arpab Vincenzo
Sigillito ebbe ad affermare: “…è
importante la comunicazione con le autorità locali, ma ancor di più
quella con i cittadini, perché quest’ultima fa la differenza tra
la percezione positiva o negativa dell’impianto”.
Con
il senno di poi, ma anche con quello di prima, cotanta affermazione
strappa un sorriso amaro. La si potrebbe consegnare ad un rapper e
tirarne fuori un brano da intitolare “Tu chiamale se vuoi
percezioni”, parole e musica del duo Luccioni-Sigillito.
Non
sappiamo di che natura siano state le comunicazioni intercorse tra
Fenice e le autorità locali, ma sappiamo che in quel novembre 2008
sia l’Arpab che Fenice Spa sapevano che era in atto una
contaminazione della falda.
Tre
anni dopo verrebbe da chiedere a Luccioni se l’aver negato
conoscenza abbia migliorato o peggiorato la percezione nei confronti
dell’impianto.
A
tutti gli altri, alla Regione, alla Provincia, all’Arpa lucana, e
ai tanti smemorati o per dirla con Mancusi “sciatti”, invece
vogliamo chiedere se in questa regione abbia trovato applicazione il
“Principio dello sviluppo sostenibile” affermato dall’art.
3-quater del TU ambiente che afferma: “ogni attività umana
giuridicamente rilevante ai sensi del presente codice deve
conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile, al fine di
garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni
attuali non possa compromettere la qualità della vita e le
possibilità delle generazioni future”.
Fermiamoci
un attivo a riflettere e chiediamoci cosa stiamo per consegnare alle
future generazioni e come stiamo trattando questa terra bella e
generosa.
