Al Ministro
dell’Ambiente
Al Ministro del Lavoro
Premesso
che:
nella
notte tra sabato 1 e domenica 2 ottobre, presso l’inceneritore
Fenice hanno preso fuoco alcuni contenitori di solventi chimici che
contenevano rifiuti speciali provenienti dalla Sata;
sul
posto sono intervenuti i vigili del fuoco ed il gruppo di intervento
NBCR , la speciale squadra specializzata in incidenti che coinvolgono
sostanze chimiche, biologiche e radiologiche.
secondo
i primi accertamenti le cause sembrerebbero accidentali attribuibili
forse ad un processo di autocombustione;
sia
le centraline della stessa società esercente l’inceneritore, Edf
Fenice, che quelle dell’Arpab avrebbero fornito, a detta dei
tecnici regionali, dati rassicuranti sulla qualità dell’aria;
tuttavia
questo è il quarto processo di combustione e si temono danni
strutturali all’impianto che già in passato avevano causato
inquinamento della falda acquifera dell’appennino lucano, impianto
che risulta privo di ogni sistema di sicurezza idoneo a contenere le
perdite;
a
seguito dell’incidente verificatosi presso l’inceneritore Fenice
il Sindaco di Melfi, Livio Valvano, ha chiesto alla locale Procura il
sequestro dell’insediamento industriale della EDF, pur essendo
obbligato del blocco di tutte le attività dell’inceneritore e allo
svuotamento delle vasche di stoccaggio dei rifiuti;
in
un’intervista rilasciata dal Sindaco di Melfi Livio Valvano a
Maurizio Bolognetti, si apprende che l’incendio si è propagato
anche fuori dallo stabilimento e che le emissioni in atmosfera non
sono state tutte assorbite dal forno rotante come è stato detto. In
particolare a questo proposito il sindaco riferisce di un’intera
parete dello stabilimento annerita;
il
sindaco Valvano riferisce anche di un’ipotesi di ritorno di fiamma
dal forno dove sono custoditi nelle vasche rifiuti pericoli e
denuncia, ad ulteriore riprova di un malfunzionamento dell’impianto,
il fatto che il sistema di video sorveglianza, che pure coprirebbe le
aree in cui si è sviluppato l’incendio, non funziona e dunque non
registra alcuna immagine;
la
stessa Edf ha progettato un sistema di barriera idrica per la messa
in sicurezza che però appare, a giudizio degli interroganti, non
idonea a far fronte ai pericoli connessi allo stabilimento;
si
chiede di sapere:
se
quanto riferito in premessa corrisponde al vero;
quali
iniziative si intendono promuovere per verificare che l’incendio
non abbia prodotto danni che possano favorire un ulteriore rilascio
di sostanze inquinanti in falda;
quali
iniziative, nelle more da parte del Sindaco dell’adozione di una
ordinanza che disponga l’immediata sospensione delle attività, si
intendono promuovere in tal senso;
quali
iniziative si intendono promuovere per assicurare la totale sicurezza
dell’impianto anche nell’interesse dei lavoratori.
Elisabetta
Zamparutti, Deputata radicale
