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martedì 5 luglio 2011

No Scorie Trisaia:"CARD E TRIVELLE: UN PIENO PER ANDARE VIA DALLA BASILICATA"





Sul bonus/benzina che il Governo-Regione Basilicata elargirà ai lucani il messaggio è chiaro e la misura è colma: "vi diamo una card che forse vi caricheremo a novembre e forse farete il pieno per Natale".
Non se ne può più e sarebbe il caso che la politica lucana riprendesse un po' di pudore verso i propri elettori/cittadini, perché questa della card/benzina è la chiusura del cerchio che aggiunge anche la presa in giro all'ìnvasività delle effrazioni minerarie.
Dopo aver costruito  le campagne elettorali con ataviche promesse di benzina a metà prezzo, posti lavoro all'infinito, investimenti, infrastrutture  (e chi più ne ha ne metta), la pubblicità e la propaganda continua con la svendita della Basilicata  alle lobby dell’energia e dei rifiuti e continua la pubblicità ingannevole che da anni le società petrolifere, con la complicità della politica, consumano ai danni dei lucani. Pubblicità ingannevole e a fini di lucro che meriterebbe sicuramente lo sdegno, ma anche le denunce da parte dei cittadini.
Con questa politica regionale sempre più governata da Vito De Filippo e Guido Viceconte, Pd e Pdl, con gli altri partiti a fare da comprimari, si continua, insomma, con gli spettacoli illusionisti che con la card bonus benzina finalmente sancisce la correlazione attuale tra petrolio e proprietà dei lucani: ai petrolieri circa 2 miliardi di euro all'anno (più i guadagni della raffinazione di 4 miliardi e mezzo di litri di greggio inviati a Taranto o alle industrie di trasformazione chimica), agli enti locali, circa 100 milioni di irrisori euro all'anno, e ai cittadini da oggi anche petrolieri a tutti gli effetti, 90 (dicasi novanta) euro di benzina all'anno. Un pieno pagato per la scampagnata di Santo Stefano.
    Per NoScorie Trisaia è una presa in giro che troverà l'apoteosi con la firma del Memorandum, lo strumento che sancirà l'ultima e definitiva predazione del territorio e della buona fede e che, se si ha la buona voglia di leggerla, è tal quale al "contratto con gli italiani" firmato da Silvio Berlusconi nel salotto di Bruno Vespa: dentro non c'è scritto di tutto fuorché elementi certi con cui confrontarsi. Rivelandosi solo un modesto tentativo di far sparire anche il più piccolo controllo sociale sulle pur esigue royalties finora concesse.
La card bonus non cambierà la vita dei lucani, a meno che non si voglia emigrare, anche perché non è più tanto conveniente bere l'acqua del Pertusillo, bagnarsi nel Basento e sarà sempre più difficile fare l'agricoltore, l'imprenditore e l'operatore turistico nella Basilicata svenduta ai petrolieri e alla politica degli "smemorandati".
Ma anche qui, i lucani devono fare i conti per bene, perché emigrare non sarà a costo zero:  con un pieno di benzina si può arrivare al massimo intorno a Roma, circa 600-700 Km; con 90 euro  si arriva in treno massimo a Bologna. L’aereo low cost  non riusciamo a prenderlo perché manca un aeroporto in Basilicata. Dunque, per varcare i confini nazionali e abbandonare occorrerà integrare la gentile concessione del Ministero dello Sviluppo economico, dei petrolieri e della Regione Basilicata. 
Noi di NoScorie Trisaia, però, siamo pronti a offrire un pieno di benzina reale a tutta la giunta di De Filippo  affinché vadano via da questa regione ed evitino  di distruggerla,  trasformandola in un hub energetico e dei rifiuti. 

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