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martedì 5 luglio 2011

Filippo Massaro del CSAIL."CARD CARBURANTI: SE IL PORTAVOCE HA PERSO LA VOCE TORNI A FARSI SENTIRE IL PRESIDENTE"




 
E’ assai singolare la contemporaneità dell’annuncio dell’avvio delle procedure per ottenere la card carburante con i nuovi aumenti che, dopo quello messo in atto martedì scorso per fronteggiare l'emergenza immigrati (+4 cent/litro sul prezzo benzina e diesel), da ieri ha registrato un nuovo rincaro per finanziare Fus, cinema e interventi culturali, con un'aggiunta di +0,19 centesimi al litro. Il risultato è che la benzina è aumentata dell'11,9% rispetto allo scorso anno ed “appena” dell’11,0% nel solo mese di maggio, il gasolio da autotrazione è salito del 14,0% (+15,1% a maggio).
Una situazione intollerabile e vergognosa che il Csail-Comitato promotore Indignati Lucani sta denunciando da tempo con l’adesione alla proposta di legge di riforma della distribuzione carburanti promossa dal Coordinamento Nazionale Unitario di Faib Confesercenti e Fegica Cisl e sostenuta dalle maggiori associazioni dei consumatori, denominata “Libera la benzina!” e a sostegno dell’esposto che lo stesso cartello di associazioni ha inviato alla Procura della Repubblica di Roma e a tutti i Prefetti contro il comportamento dell’ENI che nelle proprie stazioni di carburante pratica prezzi più alti, ma soprattutto in “Val d’Agri – Sauro”territorio petrolifero più grande dell’Europa Occidentale . E nuovamente nell’assemblea popolare di Viggiano abbiamo riproposto la nostra “antica” richiesta di Zona Franca nella quale applicare alla pompa a tutti i residenti una riduzione, come accade in alcune aree transfrontaliere del Nord del Paese.
Come se tutto ciò non bastasse il 14 luglio scattera' la chiusura di tutti gli impianti Eni di rifornimento di carburanti, sia sulle strade ordinarie che sulla rete autostradale per iniziativa delle federazioni dei titolari di stazioni di carburanti contro la politica dei prezzi dell'Eni, superiori alla media: 1 centesimo in piu' rispetto agli altri distributori e 10 centesimi in piu' rispetto alle cosiddette pompe bianche.
E’ evidente che di fronte alle informazioni su come fare per ottenere la “preziosa” card la nostra indignazione è maggiore anche per le ingenue dichiarazioni attribuite al direttore generale del Ministero per lo Sviluppo Economico per il quale “non c’era niente da fare” per ridurre il costo a 10 euro cd. e sottoporre i lucani alla fila agli sportelli postali con una lunga modulistica da presentare.
Pensiamo che se il portavoce del Presidente De Filippo ha perso la voce (quasi quasi rimpiangiamo la sua ormai famosa proposta dei 131 postini per consegnare ai lucani la card) la voce debba tornare al Presidente perché prima che si metta in moto il complesso meccanismo per la consegna della card si adoperi nei confronti del Ministero dello Sviluppo Economico. Non è possibile che i lucani debbano subire quest’ennesimo atto di arroganza da Governo ed Eni, specie da parte della compagnia petrolifera che con una mano “concede” qualche minima percentuale di royalties in più e con l’altra prende direttamente dalle tasche degli automobilisti lucani attraverso nuovi rincari non tutti dovuti da provvedimenti del Governo. 
  Csail- Filippo Massaro
"Comitato promotore Indignati Lucani "

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