Alla presenza anche del nostro responsabile nazionale metalmeccanici UGL, Antonio D'Anolfo, nella maxi aula 1 del Palazzo di Giustizia di Torino davanti al giudice del lavoro Vincenzo Ciocchetti, e' stato consumato un tentativo di conciliazione sulla prima udienza del ricorso presentato dalla Fiom contro la newco della Fiat per lo stabilimento di Pomigliano. In aula a rappresentare il Lingotto il responsabile delle relazioni industriali del Gruppo, Paolo Rebaudengo, accompagnato da un pool di legali guidati dal professore Raffaele De Luca Tamajo del foro di Napoli”.Lo fanno sapere congiuntamente il segretario regionale dell’UGL Metalmeccanici della Basilicata, Giuseppe Giordano e Donato Russo , segretario provinciale della categoria di Potenza aggiungendo che “ l’UGL Basilicata non entra in merito assolutamente sulla vicenda giudiziaria promossa da un’altra sigla sindacale ma, gradirebbe che ci fosse quello che da sempre richiesto per la Basilicata ossia, unitarietà sindacale: i lavoratori aspettano di avere garantito futuro e occupazione. La conciliazione a Torino è fallita, noi abbiamo appreso – proseguono i segretari UGL Lucani – che l'avvocato Raffaele De Luca Tamajo, il quale guida il pool dei legali del Lingotto, ha dichiarato di ritenere di avere ottimi ragioni perchè è un'iniziativa imprenditoriale inedita, con l'adozione di un modello produttivo in linea con i modelli più affermati a livello mondiale e l'unico in grado di restituire competitività allo stabilimento di Pomigliano. Dalla Basilicata alla FIAT vogliamo lanciare un nuovo monito, siamo pronti ad affrontare le sfide che Fiat proporrà per SATA, è fondamentale che si dia il via al più presto a progetto FIAT investimento Basilicata , e che i lavoratori ricevano quanto prima garanzie dal Lingotto. Certamente il tribunale ha avvallato ciò che la stragrande maggioranza dei lavoratori vuole per tramite il sindacato, ossia di fatti, investimenti concreti e non tempo da consumare nei tribunali. Ed è in sintonia di ciò che vuole l’UGL in Basilicata, fortemente promotrice a difendere il lavoro con tavoli di trattativa in cui viene garantita occupazione e produzione sul territorio. Non vanno creati timori nei lavoratori di Melfi, vogliamo chiarezza, chiarezza dalla Basilicata anche su come sia stata la seduta che l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, abbia voluto consumare solo con i segretari generali di Cisl e Uil senza coinvolgere tutte le sigle che responsabilmente hanno sottoscritto degli accordi: chiarezza sui dettagli del colloquio con Marchionne che i lavoratori Fiat devono al più presto conoscere. Siamo preoccupati – concludono i due leader UGL metalmeccanici, Russo e Giordano -, dal sito di Melfi ci sono tante incognite a cui non ci sono risposte, a cominciare dal fatto che non si capisce il perché ancora bisogna avere 10 mila dipendenti Fiat senza certezze su un nuovo modello da produrre nel comprensorio SATA”.
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