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giovedì 28 aprile 2011

PROTESTE DIPENDENTI “SERRAMARINA”: SEN. DIGILIO (FLI) RISOLLECITA INTERVENTO GOVERNO


“Non sarà certo la rateizzazione dei debiti ad Equitalia a risolvere i problemi di agricoltori, operatori turistici e cittadini del Metapontino dove, come evidenzia la manifestazione di oggi a Matera dei dipendenti dell'azienda agricola di produzioni biologiche ''Serramarina'', una delle aziende che ha subito maggiori danni, l’emergenza è tutt’altro che superata come vorrebbe farci credere il Presidente De Filippo”. E’ quanto sostiene il sen. Egidio Digilio, coordinatore regionale di Fli, riferendo di aver sollecitato nuovamente la Presidenza del Consiglio dei Ministri a rispondere all’interrogazione urgente presentata il 12 aprile scorso per “sapere quali iniziative si intende attuare nel Metapontino”,
“Il ricorso alla Corte Costituzione da parte della Regione Basilicata contro il Milleproroghe – aggiunge – è solo un tentativo del Governatore lucano per tacitare la propria coscienza, in quanto non basta fare la guerra al Governo pur dicendo di non volerla fare e anzi vergognandosi di mostrare fermezza a tutela dei diritti dei cittadini. Su quest’aspetto condivido la posizione del consigliere regionale Benedetto che in sostanza non chiede altro che di usare il petrolio come arma se non di attacco almeno di difesa contro il comportamento ingiustificato del Governo. Una vera e propria pressione per ottenere risultati immediati a favore del Metapontino. Ma evidentemente, da parte del Presidente De Filippo, c’è fretta di chiudere domani l’atto di fondazione del “Partito della Basilicata” perché le pressioni lobbistiche sono pesanti. Noi – sottolinea il senatore di Fli – di sicuro non ci iscriveremo mai al “Partito della Basilicata”. Quanto all’azienda “Serramarina” che ha ben 35 dipendenti ed oltre 150 ettari di colture, si tratta purtroppo – dice Digilio – solo della punta di iceberg del dramma che vivono titolari di attività agricole e zootecniche e lavoratori. L'esondazione del Bradano ha completamente sconvolgo l’intero borgo rurale trasformandolo in una grande palude, con centinaia di ettari pregiati, in gran parte coltivati a frutteto, che hanno subito danni irreparabili, interi vigneti e teloni abbattuti, strade inter-poderali distrutte. ' dal 1999 che Giuseppe Barchiesi, titolare con la sua famiglia dell'azienda agricola Serramarina, che opera nel biologico – riferisce il coordinatore di Fli – scrive a tutte le autorità territoriali,  Consorzio di Bonifica, Regione, assessorati competenti, Prefetto, per chiedere il loro intervento: i canali di deflusso devono essere ripuliti, il letto del fiume, ormai popolato da fitta vegetazione, necessita di manutenzione. Nessuno si è mai mosso o ha fatto qualcosa di veramente incisivo. Persino la proposta di lasciare agli imprenditori del Metapontino l’incarico di farlo, tra l’altro, con costi decisamente a carico della collettività decisamente minori, è stata fatta cadere preferendo il collaudato ed inefficace sistema del Consorzio di Bonifica dimostratosi ampiamente inaffidabile”.

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