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sabato 4 dicembre 2010



LORO ‘SE NE FREGANO’, L’ULTIMO SCHIAFFO DEL PDL ALLE REGOLE DEMOCRATICHE 


Insomma, il Pdl se ne frega delle prerogative del Capo dello Stato. “Politicamente”, per carità, come se bastasse un avverbio per attenuare la gravità di certe affermazioni. Se ne frega quindi anche della Costituzione, che quelle prerogative fissa in modo chiaro e preciso, e se ne frega ovviamente pure delle regole della nostra democrazia, che nella Costituzione sono scritte. Se c’era qualcuno che ancora nutriva qualche dubbio sul fatto che loro se ne fregano di tutto, ci ha pensato il plurindagato Denis Verdini a ribadire in maniera inequivocabile come stanno le cose. Che poi i vari Lupi e Cicchitto facciano finta di metterci una pezza rientra solo nel gioco delle parti, ma l’obiettivo è uno ed evidente: imporre al Capo dello Stato la linea da seguire dopo il 14, quando Berlusconi sarà costretto a dimettersi.
Non siamo solo al mancato rispetto dei ruoli, siamo all’attacco alle Istituzioni, siamo davanti a vere e proprie intimidazioni, rozze e gravissime, alla più alta carica dello Stato. Tutto il peggio del già noto e squallido repertorio di quel che resta della maggioranza di governo. Perché le inqualificabili parole da agitatore di piazza di uno dei coordinatori del Pdl, non quindi un deputato o un senatore qualunque, rappresentano solo l’ultimo schiaffo, l’ultimo colpo scagliato contro l’architettura istituzionale della nostra Repubblica. L’ultimo perché l’opera di demolizione è partita molto prima e da molto più in alto, e cioè direttamente da Silvio Berlusconi, che degli attacchi al Capo dello Stato, alla Costituzione, alla Corte Costituzionale, alla magistratura ha fatto una costante da quando è sceso in politica. E’ lui che dirige l’orchestra, gli altri – i Verdini di turno -  seguono solo lo spartito. Uno spettacolo indecente, ma ci si può consolare pensando che per fortuna è ormai arrivato all’ultimo atto.


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