L’ “estate dell’illegalità” sta dietro un dato sui tanti relativo solo all'attività della Guardia di Finanza: dall'1 luglio scorso ad oggi 13 milioni di prodotti contraffatti sequestrati, con oltre 500 venditori abusivi scoperti. Sono soprattutto gli artigiani e i commercianti i più esposti ad un fenomeno che in questi mesi diventa esponenziale nelle località turistiche del Metapontino, a Maratea e nei due capoluoghi, senza escludere alcun centro minore dove l’ambulantato abusivo è dilagante. Dai venditori ambulanti si trova di tutto, dalle borse di griffe internazionali, a vestiti imitati, telefonini, orologi.
“E se domani non
ci fossero più gli artigiani?”. E’ la domanda-provocazione della dirigente di
Confartigianato per esprimere la necessità di tutelare chi propone sul mercato
prodotti e servizi unici nel loro genere. “Siamo in una stagione – continua -
in cui il fenomeno della contraffazione fa sentire i suoi effetti. La nostra
associazione di categoria continua a vigilare sul fenomeno e a chiedere
maggiore tutela per gli imprenditori. E non ci riferiamo soltanto al commercio
abusivo di merce contraffatta sulle spiagge o nelle principali piazze, ci sono
anche altri aspetti da tenere sotto controllo: per esempio l’organizzazione dei
mercatini cosiddetti ‘artigianali’, un marchio che viene assegnato, a nostro
parere, senza i necessari controlli. Spesso di artigianale in esposizione c’è
veramente poco. Secondo il rapporto del nostro Centro Studi Confartigianato i
settori più esposti alla contraffazione sono in Italia quelli del tessile,
abbigliamento, calzature, occhialeria, cosmetici, giocattoli che rappresentano
l’89,2% dei valore delle merci sequestrate tra il 2008 e il 2013. Soltanto
nell’ultimo anno le imprese artigiane di questi settori ‘invasi’ dai falsi sono
diminuite del 2,1%. Le più colpite sono state le imprese del Molise, calate
negli ultimi 5 anni del 27,3%, seguite da quelle della Puglia (-24,3%), della
Sicilia (-19,1%), della Basilicata (-18,7%) e della Sardegna (-17,9%).
Pesante
è anche il bilancio tracciato da Federmoda-Confcommercio: in Basilicata, il
valore stimato della merce sequestrata tra il 2008-2014 è pari a 1,7-2,4
milioni di euro, per circa 250-320mila “capi” e oltre un migliaio di operazioni
che hanno impegnato non solo la Gdf, tutti gli altri organi di Polizia compreso
quella locale.
Non
è casuale – commenta il presidente di Confcommercio Potenza Fausto De Mare –
che il dato dell’indagine Confcommercio- Gfk Eurisko sui fenomeni
criminali in Basilicata, presentata in occasione della Giornata della Legalità
2014, vede al primo posto tra i commercianti lucani la contraffazione con il
67% che considera in aumento il fenomeno nel periodo 2008-2014, a fronte di un
dato nazionale del 52%. Subito dopo c’è la presenza di venditori abusivi che
rappresenta una delle più gravi problematiche di illegalità sul nostro
territorio per il 46% dei nostri titolari di esercizi commerciali.
Federmoda ha diffuso
Il Vademecum sulla lotta alla contraffazione dal titolo “Compri falso
? Ma lo sai che…”, Federazione si pone l'obiettivo di aiutare i consumatori
nell'acquisto di prodotti sicuri e legali e di consigliare di acquistare nei
negozi plurimarca di qualità di fiducia. Si tratta di 10 consigli per evitare
di cadere nella rete dei prodotti falsi. A partire dai rischi per la salute in
quanto molti prodotti contengono agenti chimici e solventi cancerogeni; per
arrivare alle sanzioni anche per chi acquista prodotti falsi con multe da 100
euro fino a 7000 euro. E poi, ci sono ragioni di civiltà, come la lotta alla
concorrenza sleale, contro il lavoro minorile, la scarsa qualità dei prodotti
contraffatti.
De Mare ricorda che nell’ottobre del 2011 Confcommercio e
Ministero dell’Interno hanno siglato un Protocollo Quadro per la Legalità e la
Sicurezze delle Imprese. E’ una “cornice” all’interno della quale le diverse
componenti del sistema confederale e le Prefetture, le altre strutture del
Ministero dell’Interno e le forze dell’ordine possono trovare la declinazione
che più rispetta le specifiche peculiarità territoriali o settoriali). Di qui la sollecitazione al vice ministro
all’Interno sen. Filippo Bubbico per fare il punto sullo stato di attuazione
del protocollo nelle due province lucane.

Nessun commento:
Posta un commento