Colgo l’occasione offerta dall’On.le Antezza, prima firmataria di un O.d.G. insieme ad altri deputati lucani, sulla “vexata quaestio ” di Matera e del suo collegamento ferroviario a Ferrandina, unica provincia a non avere il famigerato collegamento alle ferrovie dello Stato per riflettere, pur ovviamente apprezzando la possibilità offerta dal governo Renzi di portare a soluzione la questione, porre alcune domande e partecipare al dibattito sul tema.
Siamo sicuri che non sia un “accanimento terapeutico “ della politica lucana, discutere da 40 anni senza ancora rassegnarsi che il treno, quando serviva, si è perso e che quello sviluppo, economico, turistico e culturale si sta ottenendo ( almeno ciò appare per Matera) a prescindere dal treno e che il miracolo non l’ha fatto il treno ma con ogni probabilità il fatto che il treno non c’è?
I turisti quando vogliono sono capaci di raggiungere qualsiasi meta e con qualsiasi mezzo e più questa cosa è complicata e più interessante è l’obiettivo. La diversità, l’unicità, la bellezza si inseguono ad ogni costo, da sempre.
Quali sono, poi, i problemi che risolverà la tratta “benedetta” con Ferrandina se come si dice sarà un collegamento a scartamento ordinario ad una rete che non fa viaggiare neppure gli attuali vecchi treni con l’efficienza minima richiesta dai viaggiatori ( Balvano insegna); e una volta giunti a Matera questo milione di viaggiatori, la ” Capitale” intende gestirseli tutti o pensa di poterli far transitare anche verso la sua provincia e la sua regione?
Se si, con quali altri mezzi di trasporto, si pensa possa avvenire tutto ciò, con altri treni o non è meglio, per esempio, utilizzare questa risorsa economica ( ammesso che ci sia e che l’italico costume consenta di spenderli ) per efficentare il trasporto su gomma e garantire collegamenti certi con tutti gli altri Comuni?
Oggi, per raggiungere Matera ( senza parlare di altre parti della regione) con mezzi pubblici dalla provincia, con orari improbabili, si impiegano non meno di tre ore, se lo si volesse fare in macchina attraverso la S.P. n.3 ( Matera –Metaponto dove peraltro non esiste neppure la segnaletica orizzontale) in orari e giornate di punta ( venerdì, sabato e domenica) ci vogliono due ore e dunque, di che parliamo?
Sarebbe opportuno invece che ci si preoccupasse, a parer mio, di più e con la stessa intensità a far arrivare il risultato di una battaglia comune condotta in questi anni per Matera Capitale della Cultura Europea al resto del “ suo mondo” e non piuttosto assistere inermi al transito degli ospiti verso la vicina Puglia.
Per visitare ed apprezzare Matera bastano ed avanzano due giorni e gli altri cinque, per completare una settimana di vacanza, non sarebbe giusto far orientare la scelta sulle altre aree della nostra splendida Regione?
Ecco, credo che la priorità legata a Matera capitale della cultura sia non il treno ma come organizzare un sistema di trasporto efficiente e moderno che risponda alle esigenze della mobilità interna ed esterna alla nostra regione.
Confido ancora che questa grande occasione non sia vanificata come è accaduto per tante altre e che la politica interpreti al meglio la sua funzione nell’interesse delle comunità che amministra.
Scusate l’intrusione ma davvero su alcuni argomenti e dopo tanto tempo si fa fatica a capire le ragioni che orientano l’impegno politico. Antonio DI SANZA ( già Consigliere Regionale)
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