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giovedì 11 febbraio 2016

REFERENDUM TRIVELLE: SANCHIRICO (IU), LACORAZZA AMMETTA INSUCCESSO

Pietro Sanchirico, coordinatore Italia Unica per la Basilicata

Il Governo Renzi ripete quello che ha fatto nel 2011 il Governo Berlusconi quando, nel tentativo di “sabotare” i referendum su nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento, si oppose alla richiesta dei referendari di far coincidere la consultazione popolare con le elezioni amministrative del 15 e 29 maggio 2011, sperando di impedire il raggiungimento del quorum del 50%, tentativo che però non gli andò bene. Dopo l’analoga decisione del Consiglio dei Ministri però dovrebbe essere, per primo, il Presidente Lacorazza, con il ruolo di capofila delle Regioni che hanno proposto e sostenuto il referendum, ad ammettere la sconfitta in quello che ha spacciato per “forte pressing istituzionale” nei confronti di Renzi. Il ruolo di laeder dell’autonomia regionale evidentemente non gli si addice specie se adesso l’ultima carta che gli resta da giocare è l’appello al Presidente Mattarella. Ma tra sì e no se si vuole affrontare la questione in maniera decisiva si deve aprire da subito la discussione politica sul futuro energetico del nostro Paese. Occorre che si giunga presto ad una disciplina organica e sistematica del settore e che si favorisca velocemente la transizione energetica. L’energia, infatti, è materia prima indispensabile, il cui costo incide in modo decisivo sullo sviluppo ed il mantenimento delle attività produttive, con un conseguente impatto sulla creazione e conservazione dei posti di lavoro, nonché sul prezzo dei prodotti, compresi quelli di prima necessità. Ridurre la bolletta energetica dei cittadini e delle imprese equivale, dunque, a diminuire la pressione fiscale. Infine votare in un unico giorno, è il caso di ribadirlo, avrebbe consentito un risparmio di 300 milioni di euro, di cui sicuramente il Paese ha bisogno.

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