Il prossimo congresso di Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale sarà l’assemblea costitutiva della nuova destra
L'esito della seconda assemblea della Fondazione AN ci consegna un quadro politico chiaro delle prospettive future della destra. Al netto di considerazioni di posizionamento personale che pur erano presenti, a Roma si sono confrontate due visioni metodologiche diverse sul percorso per riaggregare la comunità politica del centrodestra italiano: la prima che vede in Fratelli d'Italia il soggetto di un percorso politico compiuto, che ha difeso un simbolo ed una identità ed intorno al quale costruire su basi condivise una realtà più' ampia; la seconda che ritiene che per riunire sia necessario azzerare l'esistente e cercare una ripartenza totalmente nuova. Alla seconda visione non erano estranee valutazioni personali di chi da un lato teme che Fratelli d'Italia possa proporsi anche ad intelaiatura dell'organigramma della nuova realtà, dall'altro pensa che solo un generale azzeramento possa restituire spazi a credibilità oggettivamente appannate ove non compromesse. Proprio la circostanza che luogo del confronto sia stata la Fondazione, costituita al momento del nascere del PDL come luogo di raccolta e tutela di un patrimonio, affidato a chi più era sentito come vicino ai vertici AN del momento, dimostra con il suo esito come quella stessa classe dirigente sia oggi in maggioranza consapevole che Fratelli d'Italia è l'unico possibile punto di riunione di un mondo e di una cultura.
Fratelli d'Italia, pur vincitrice assoluta al momento della conta, organizzerà un proprio congresso che in concreto sarà assemblea costitutiva della nuova destra; al punto che, pur vincitrice sul campo, chiamerà a farne parte come organizzatori altrettanti soggetti che non siano già al suo interno quanti saranno i suoi dirigenti. Perché l'obiettivo non é solo riaggregare l'elettorato che fu di AN, ma di proporsi ad unico reale interprete di quella parte maggioritaria del popolo italiano che si considera di centro destra. Un mondo che chiede tutela dal progetto che mira alla sua progressiva emarginazione economica, che crede nella famiglia e nei valori, che vuole un'Italia solidale e meritocratica. Un mondo che non può essere rappresentato dalle ultime scorie residue di ciò che fu Forza Italia, men che meno dagli isterismi populisti della Lega o dai generali senza truppa e presto senza poltrona che affollano il centro, luogo ormai solo geometrico.
Una sfida che Fratelli d'Italia fa sua.
Ed ancora più viva ed appassionante in Basilicata, dove sono ogni giorni più evidenti le fratture e la conseguente paralisi e crisi di rappresentatività del PD, ormai sempre meno partito regione.
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