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martedì 6 ottobre 2015

Gli agricoltori del Tavolo Verde Basilicata

Gli agricoltori del Tavolo Verde Basilicata diffidano e mettono in mora il Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto.
Di fronte al continuo rifiuto da parte dei rappresentanti del Consorzio di Bonifica e dei competenti Dipartimenti della Regione Basilicata a discutere e a risolvere alcuni problemi del territorio, Tavolo Verde di Basilicata si vede costretto, dopo aver più volte percorso le vie politiche e sindacali, a diffidare formalmente il Consorzio di Bonifica in parola inviando copie della diffida a chi di competenza. Nel merito gli agricoltori di Tavolo Verde lamentano l’impossibilità di svolgere la propria attività produttiva a causa degli enormi disagi che quotidianamente sono costretti a fronteggiare. Situazione, questa, causata dal completo abbandono del territorio lucano ed in particolare del metapontino. È notorio come il nostro territorio sia esposto, senza alcuna difesa e misura concreta, a fenomeni di dissesto idrogeologico; come sistematici e ciclici siano divenuti i fenomeni alluvionali; quotidiane sono le denunce di carenza infrastrutturale del territorio che si materializzano nell’isolamento di molte aziende agricole a causa della carenza di vie di comunicazione. Molti di questi fenomeni sono dovuti all’inadeguatezza, se non proprio inefficienza, dell’opera del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto. Nello specifico, il Consorzio è fortemente deficitario nell’azione di tutela del territorio. Infatti manca del tutto l’opera di pulizia dei canali. Opera, questa, fondamentale per la tutela delle aziende agricole, la cui assenza è motivo di allagamenti e distruzione. L’inadempienza del consorzio è inspiegabile anche alla luce dell’enorme gettito che riceve dai vari utenti attraverso il pagamento dei tributi dovuti al citato Ente. Altro punto dolente, è rappresentato dal diverso costo dell’acqua che le varie aziende sono costrette a subire, nonché alla disparità di trattamento nell’accesso alle bocchette causato dalla scarsità delle stesse. Tale situazione deve essere rimossa attraverso maggiori stanziamenti ed investimenti infrastrutturali da parte del Consorzio.

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