CRESCE L’AVVERSIONE AL GLIFOSATO:
NUMEROSE ASSOCIAZIONI SONO CONTRO IL DILAGANTE USO DELL’ERBICIDA SPACCIATO COME INNOCUO MA PROBABILE CANGEROGENO, INTERFERENTE ENDOCRINO E CON FORTE CORRELAZIONE CON L'INSORGENZA DELLA CELIACHIA!
MENTRE ALCUNE REGIONI PROPONGONO BANDI CHE NE FINANZIANO L'USO. Le recenti dichiarazioni dello IARC (International Agency for Research on Cancer) che definiscono il "glifosate potenziale cancerogeno per l'uomo" continuano a generare attenzione. In una nota congiunta dell’11 settembre scorso numerose associazioni hanno chiesto ai Ministeri competenti (Politiche Agricole, Ambiente e Salute) ed alle Regioni, di applicare il principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, vietando definitivamente e permanentemente la produzione, la commercializzazione e l’uso dei prodotti fitosanitari a base di glifosato. In particolare, Michele Monetta, Presidente UPBIO Unione Produttori Biologici e Biodinamici www.upbio.it, evidenzia in un comunicato stampa, che molte Regioni, nonostante queste recenti notizie ed il travolgente interesse dei cittadini italiani verso l’Agricoltura Biologica, testimoniata da un incremento dei consumi a doppia cifra da oltre un decennio e dalle importazioni dei prodotti biologici di circa il 21%, si accingono ad approvare bandi per il finanziamento dell'Agricoltura Conservativa (o semina su sodo) che prevede largo uso di diserbanti, nonostante le vibrate proteste ai vari tavoli di partenariato. Tali bandi, a parere di Monetta, ledono lo spirito delle normative e degli incentivi europei erogati per avere un’agricoltura sana e realmente sostenibile, ledono la volontà popolare e gli interessi dei produttori bio. Infatti, sostiene Monetta, “NON SI POSSONO ELARGIRE PREMI AD AGRICOLTORI PER L'ACQUISTO DELL'INSOSTENIBILE PESTICIDA GLIFOSATO, PRELEVATE DA MISURE AGRO-CLIMA-AMBIENTALI!”
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