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venerdì 23 ottobre 2015

BENEDETTO (CD): LUONGO, SI CIMENTA A MOLTIPLICARE… PANI E PESCI

Nicola Benedetto, segretario regionale e capogruppo CD

Caro Luongo, da segretario a segretario: dietro il problema dell’incompatibilità tra assessore e consigliere che poni, con lo stesso tono da ultimatum usato da Pittella, c’è solo ed esclusivamente la volontà di moltiplicare i pani e i pesci, vale a dire le postazioni da attribuire tra i troppo numerosi litiganti del tuo partito. A me sembra un goffo tentativo, riuscito solo ad un Altro, di cambiare le carte in tavola e mi richiama l’immagine dell’elefante che vorrebbe raggiungere due grattacieli attraverso una fune. Siamo purtroppo ancora lontani dai cambiamenti intervenuti in politica ed ancora di più dalla realtà sociale. Politica e società oggi richiedono responsabilità, capacità amministrativa, competenza, impegno. Il confronto e il dibattito in corso in tutte le Regioni dopo le riforme istituzionali volute dal Governo Renzi sono orientati su ben altre questioni di spessore a partire dalla difesa dell’esistenza della Regione Basilicata come di altre piccole regioni, dal tentativo centralistico di togliere alle Regioni le competenze più importanti in materia di energia, programmazione delle attività produttive e sanità, piuttosto che come fai tu sul dilemma incompatibilità si-no tra assessore e consigliere. Mi sembra invece, che tu, continuando la guerra mediatica con il tuo Governatore, introduci un nuovo elemento di divisione finalizzato a garantire tutela e protezione a quanti del Pd ti hanno eletto segretario. Di questo passo non si va da nessuna parte perché ci possono essere anche valide motivazioni per modificare il nuovo statuto finalmente licenziato in Commissione ma devono essere argomentate in modo preciso e trasparente senza ricorrere a pretesti per nascondere altri obiettivi. A meno di una settimana dalla scadenza dell’ultimatum che Pittella ti ha rivolto, caro segretario del Pd, sono preoccupato per la piega, tra frenate, accelerazioni, mediazioni e nuove tensioni, che sta prendendo la situazione politica che si ripercuote sulla governabilità dei nostri territori e delle nostre comunità. L’ho detto a caldo subito dopo la conferenza stampa di Pittella e lo ripeto in questa occasione: noi non siamo disponibili a fare da spettatori alla guerriglia interna al Pd. Le energie per rilanciare il programma che ha decretato la vittoria del centrosinistra ci sono e vanno ricercate prima di tutto fuori dal Pd e, contestualmente, tra quei consiglieri del Pd che non rispondono alle logiche dei capicorrente antirenziani e quindi antipittelliani. Noi siamo pronti a farlo.
  

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