Ho assistito questa mattina all’approvazione da parte del Collegio di Direzione della Asm del Piano degli Investimenti per Matera 2019, alla presenza dell’autorevole presidente della giunta regionale, nonché delle varie autorità politiche, civili e religiose. Mi hanno colpito in positivo le parole del presidente Pittella che ha testualmente detto che la Regione Basilicata, partendo da Matera, deve recuperare una visibilità non solo nazionale ma anche internazionale. In tale direzione è andata la giunta e il consiglio regionale con l’approvazione della previsione di spesa per il triennio 2015/2017, con cui tra le altre cose sono stati destinati 5 milioni di euro per il potenziamento dei presidi di pronto soccorso di Matera in vista dell’evento “Matera 2019”. In tale occasione ho già scritto dicendo che proprio in virtù delle decine di migliaia di persone che invadono la meravigliosa città di Matera e soprattutto i Sassi, sarebbe stato non opportuno ma necessario impiegare una minima parte di quelle risorse per installare nei rioni Sassi un presidio medico di primo soccorso che garantisca la presenza fissa di personale adeguato a fronteggiare qualsiasi emergenza, oltre ad un defibrillatore per le ipotesi estreme. Purtroppo l’esigenza da me riportata dietro suggerimento di residenti, turisti, operatori commerciali e guide turistiche, non è stata tale per l’ ASM di Matera. Proprio al presidio medico di primo soccorso, o alla presenza di defibrillatori, l’ASM poteva infatti destinare la somma che invece ha previsto per l’obitorio dell’ospedale di Policoro, considerato che questo nulla c’entra con il potenziamento delle strutture di pronto soccorso in vista di “Matera 2019” per cui invece sono stati concessi i 5 milioni di euro da parte della Regione. Eppure ricordo ancora quando l’attuale direttore generale delle ASM di Matera, appena insediato, affermava che bisognava incrementare i servizi maggiormente interessati al forte afflusso turistico. In definitiva il fatto che la città di Matera, all’interno del proprio centro storico che si ricorda essere tra i più grandi di Italia, non ha quei servizi di primo soccorso necessari sia ad evitare tragedie, sia a far sentire il turista ed il residente tranquillo e sicuro, la dice lunga circa il fatto di quanto ancora c’è da lavorare perché la stessa sia effettivamente una capitale della cultura europea.
Vito Sasso
Consigliere comunale Lavoro e Sviluppo

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