accompagnati dagli agricoltori e ci siamo trovati di fronte ad un inferno per chi ha investito anni della propria vita e patrimoni familiari.
In alcuni casi si è trattata della peggiore grandinata degli ultimi 10 anni. MuoviAmo Tursi esprime la più profonda solidarietà a chi ha subito danni dal recente evento catastrofico. Già questo basterebbe a dipingere un quadro nero. Ma a questo si aggiunge altro ancora. L’assicurazione contro le intemperie non basta più, perché spesso, tra franchigie e valutazioni al ribasso, le compagnie non pagano il dovuto. Inoltre, l’assicurazione non basta a
ripagare i sacrifici e le spese sostenute per la messa in produzione. Infatti, gli agricoltori assicurano i frutti e la grandine non reca danno solo ai frutti, ma anche alle piante. Ci sono piantagioni dove si è conclusa la raccolta, ma che hanno subito danni alle piante e nessuno risarcirà. Questi danni hanno ripercussioni sulla produzione degli anni futuri, sia per la distruzione delle gemme da frutto che per la riduzione della vitalità della pianta.
ripagare i sacrifici e le spese sostenute per la messa in produzione. Infatti, gli agricoltori assicurano i frutti e la grandine non reca danno solo ai frutti, ma anche alle piante. Ci sono piantagioni dove si è conclusa la raccolta, ma che hanno subito danni alle piante e nessuno risarcirà. Questi danni hanno ripercussioni sulla produzione degli anni futuri, sia per la distruzione delle gemme da frutto che per la riduzione della vitalità della pianta.
A questo bisogna aggiungere gli ulteriori costi da sostenere subito dopo la grandinata. È necessario potare le piante, far cadere a terra i frutti colpiti ed irrecuperabili, realizzare trattamenti fitosanitari riparatori cicatrizzanti e contro le muffe. Costi da sostenere per rendere la piantagione capace di fruttare, se tutto va bene, l’anno prossimo. Al danno, la beffa. Se agli agricoltori i danni sono visibili già facendo un giro nei terreni, molte ricadute negative le sosterranno i braccianti agricoli che vedranno ridursi considerevolmente il lavoro in campagna e quindi le giornate di lavoro. Anche i commercianti di frutta subiranno un calo del fatturato, essendo sparita dal mercato un’enorme quantità di frutta già acquistata ed in procinto di essere lavorata. L’intera filiera ortofrutticola è saltata, con ricadute su tutta l’economia tursitana. Come già detto, i danni non possono contarsi solo oggi, ma molti avranno ripercussioni sui prossimi anni. Per fare un esempio. Un grosso produttore/commerciante, con contratti di fornitura di mercati ortofrutticoli/supermercati di tutta Italia, che non può più rifornire i propri clienti perché il prodotto è stato completamente distrutto, perderà la commessa non solo per quest’anno, ma anche per gli anni a
venire perché viene soppiantato da qualche altro fornitore.
Queste catastrofi, così gravi e ingovernabili, rappresentano una sfida per il settore agricolo tursitano. Soltanto una guida univoca e l’azione di coordinamento costante e paziente dell’intero settore potrà garantire investimenti capaci di sopportare eventi eccezionali ed imprevedibili come questi appena descritti. Le soluzioni sono molteplici e da realizzare nei prossimi anni: forme di assicurazione collettiva, investimenti antigrandine sulle piantagioni, diversificazione culturale coordinata, ammortizzatori per i lavoratori, procedure velocizzate per la richiesta dello stato di
calamità. MuoviAmo Tursi invita l’amministrazione comunale di Tursi a richiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale alla Regione Basilicata. MuoviAmo Tursi mette a disposizione degli agricoltori, dei cittadini e dell’amministrazione comunale tutte le proprie strutture,
mezzi e personale per raggiungere il miglior risultato possibile.
Antonio Di Matteo
venire perché viene soppiantato da qualche altro fornitore.
Queste catastrofi, così gravi e ingovernabili, rappresentano una sfida per il settore agricolo tursitano. Soltanto una guida univoca e l’azione di coordinamento costante e paziente dell’intero settore potrà garantire investimenti capaci di sopportare eventi eccezionali ed imprevedibili come questi appena descritti. Le soluzioni sono molteplici e da realizzare nei prossimi anni: forme di assicurazione collettiva, investimenti antigrandine sulle piantagioni, diversificazione culturale coordinata, ammortizzatori per i lavoratori, procedure velocizzate per la richiesta dello stato di
calamità. MuoviAmo Tursi invita l’amministrazione comunale di Tursi a richiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale alla Regione Basilicata. MuoviAmo Tursi mette a disposizione degli agricoltori, dei cittadini e dell’amministrazione comunale tutte le proprie strutture,
mezzi e personale per raggiungere il miglior risultato possibile.
Antonio Di Matteo
Presidente Gruppo Consiliare di MuoviAmo Tursi

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