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La
Regione avvia la procedura di decadenza per la Nep Italy a Senise. No al
CSS.
Dopo
tanti mesi di protesta del comitato civico “Per Senise: Rifiuto!” del quale
abbiamo spostato sin da subito la causa, la questione del CSS di Senise si
chiude. La società che aveva vinto l’avviso pubblico per la
reindustrializzazione per la salvaguardia dei livelli occupazionali ex Me.Com
non ha consegnato in tempo tutta la documentazione per avere accesso al
contributo stanziato dalla Regione entro il 21 marzo 2015, termine già
prorogato. La Regione ha, quindi, avviato il procedimento per la decadenza dal
contributo.
Tra
i documenti non consegnati dalla società: le autorizzazioni
ambientali.
Al
di là dell’inopportunità di realizzare un CSS, ovvero un opificio per la
produzione di Combustibile Solido Secondario CSS – Combustibile in una zona
votata al turismo ed all’agricoltura sulle rive
della diga di Montecotugno, ci chiediamo come è stato possibile concedere un
contributo ad una società per un impianto di trattamento dei rifiuti senza
accertarsi prima che il progetto sia in regola con le disposizioni sulla tutela
ambientale.
Misteri
della politica lucana che pare abbia capito bene quanto sia remunerativo il
business dei rifiuti.
Noi
che, dall’inizio, abbiamo denunciato l’irrazionalità di questa scelta,
considerando anche che, dal 2002, la Regione non ha un piano regionale dei
rifiuti aggiornato, siamo soddisfatti. Avremmo preferito che la scelta di non
aprire il CSS, in una zona ad alta vocazione turistica ed ambientale, fosse
stata una valutazione politica di chi governa la Basilicata. Avrebbe dimostrato
un po’ di coscienza e di amore per la Lucania. Ma tant’è. Ci accontentiamo che
sia stata l’inerzia della Nep Italy. L’importante è che i cittadini del Comitato
possono stare tranquilli, almeno speriamo che la questione si chiusa per
davvero.
Potenza
5/05/2015
Gianni
Rosa, Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale
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