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giovedì 7 maggio 2015
CHIUSURA LABORATORIO TRICARICO: ANISAP, TUTTO PREVISTO, AVEVAMO MESSO IN GUARDIA PRESIDENTE ED ASSESSORE
Con il “taglio” del laboratorio di analisi dell’ospedale di Tricarico sta accadendo esattamente quello che, purtroppo, l’Anisap Basilicata aveva ampiamente previsto mettendo in guardia il Presidente e l’Assessore alla Salute a non percorrere, troppo frettolosamente, la strada della chiusura dei laboratori sotto le 200mila prestazioni facendo prevalere, invece, le proprie prerogative autonomistiche e accogliendo la nostra proposta di realizzazione di una rete regionale pubblico-privata di laboratori per ridurre i costi e servire l’utenza del territorio. E’ il commento del Presidente dell’Anisap Basilicata Antonio Flovilla aggiungendo che l’accelerazione impressa dalla Regione in attuazione di quanto previsto nella Legge di Stabilità 2015 per ora nel settore pubblico lascia pensare che si intende fare altrettanto in materia di aggregazione “forzata” dei laboratori di analisi delle strutture private accreditate. Rinnoviamo pertanto la richiesta di audizione urgente in Quarta Commissione per esporre una serie di questioni e di criticità relative alle strutture private accreditate ex art. 25 ed ex art. 26 (LN 833/78), proseguendo la fase di audizioni già avviata in Commissione. Come testimoniano le proteste in atto a Tricarico con in prima fila il sindaco al quale vanno la nostra solidarietà e il nostro sostegno – continua la nota – non si possono scaricare gli effetti negativi sull’utenza e quindi su territori che scontano già il pesante handicap dei collegamenti viari e di trasporto. Secondo il mandato ricevuto dalla manifestazione che abbiamo tenuto a Potenza il 16 aprile scorso – dice ancora Flovilla - vogliamo aiutare la Regione ad uscire dall’ “angolo” in cui si è ricacciata nell’erogazione di prestazioni per la salute in nome dei tagli che colpiscono esclusivamente e pesantemente la sanità privata accreditata e per favorire l’integrazione pubblico-privato nell’interesse, principalmente, dell’utenza. Anisap contesta le scelte in materia di diagnostica strumentale e di laboratorio, per una presunta economia di circa 1,5 milioni di euro, annullando provvedimenti regionali in materia di tariffe, già adottati circa un anno fa. Tale misura, la cui obbligatorietà è tutta da verificare, di fatto ingerisce gravemente nelle scelte imprenditoriali delle strutture, vanifica il lavoro svolto dalla Commissione Tecnica composta da rappresentanti del pubblico e del privato e mette a rischio l’esistenza stessa delle piccole strutture, che svolgono una importante funzione in realtà territoriali fortemente disagiate. Inoltre, il provvedimento recepisce le linee guida per la realizzazione di una rete dei laboratori, in maniera acritica, senza alcun confronto e senza alcuna valutazione ex ante sulle concrete possibilità di attuazione e sulle ricadute organizzative ed occupazionali che un siffatto sistema determinerebbe. E' evidente che con i tagli imposti sarà difficile creare una rete di laboratori di analisi, come è previsto nella Legge di Stabilità, se non a costo di compromettere l'esistenza stessa di numerose strutture e, di conseguenza, un considerevole numero di posti di lavoro. La “marcia indietro” fatta dalla Giunta regionale dopo gli ingiustificati tagli ai contributi economici a favore degli emodializzati lucani - continua la nota –dovrebbe servire da lezione a non intestardirsi in scelte di tagli indiscriminati. Riorganizzare è programmare, tenendo conto delle esigenze del territorio! E questo compito spetta alle Regioni, nella loro autonomia!

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