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Fenice
e Val Basento, l’inquinamento in Basilicata viene certificato da Arpab. I Lucani
devono sapere la verità
Due
distinte interrogazioni per chiedere al Presidente Pittella provvedimenti
immediati per mettere fine all’inquinamento nell’area di Fenice e di Pisticci
Scalo. Sono problematiche ataviche che ancora non hanno trovato soluzione e che
stanno esasperando i residenti e i lavoratori delle zone direttamente
interessate.
In
questi giorni l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente di Basilicata
ha provveduto a pubblicare due documenti: il primo è relativo al monitoraggio
delle acque sotterranee nei pressi del termodistruttore Fenice, tra Lavello e
Melfi, mentre il secondo riporta i risultati delle indagini sulla qualità
dell’aria effettuate nello scorso mese di Ottobre a Pisticci scalo, nella zona
industriale della Val Basento e vicino a Tecnoparco.
Purtroppo,
in entrambi i casi, i dati risultano allarmanti.
Nei
territori tra Melfi e Lavello, nei pressi di Fenice, è stato riscontrato
l’inquinamento delle acque: l’analisi dei dati riportati evidenzia, infatti,
sforamenti dei valori limite relativamente a sostanze quali Tetracloroetilene,
Dicloropropano, Ferro, Nichel, Manganese, Fluoruri, Nitriti. La messa in
sicurezza del Termodistruttore non funziona e a quasi tre anni di distanza dal
Maggio 2012, quando fu bocciato il piano di bonifica presentato da Fenice – Edf,
non si hanno notizie di nuovi progetti, mentre nell’area interna allo
stabilimento sono parcheggiati camion pieni di sostanze radioattive.
Fenice
però sostiene che non si è mai tirata indietro, partecipando a tutti i tavoli
tecnici, presentando tutti i documenti per procedere al nuovo piano di bonifica.
Avrebbe anche sollecitato il Sindaco di Melfi per la convocazione di una
conferenza di servizi, senza ricevere risposta.
Questi
rimpalli di responsabilità non fanno altro che aumentare la diffidenza dei
cittadini nei confronti della Società e delle Amministrazioni. Crediamo che sia
ora di far conoscere ai Lucani come stiano realmente le cose: se l’inquinamento
che distrugge la nostra Terra è colpa delle Società che violano le leggi o
dell’inerzia delle Amministrazioni.
Non
va meglio a Pisticci Scalo, Comune stretto tra ciò che resta dell’area
industriale della Val Basento e Tecnoparco. Anche in questo caso la relazione
dell’Arpab non risulta per nulla tranquillizzante: nel periodo di misurazione,
compreso tra il 7 e il 22 Ottobre scorsi, si sono verificati 247 sforamenti (con
picchi massimi di 82 mg/m2)del
valore limite di 7 mg/m2
, limite dettato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in relazione
all’acido solfidrico, sostanza ritenuta estremamente tossica poiché irritante ed
asfissiante. E’ proprio l’acido solfidrico, la cui provenienza, a leggere la
relazione Arpab, resta ignota, a causare il nauseabondo odore di uova marce che
si avverte a Pisticci Scalo oramai da troppo tempo.
I
cittadini di Pisticci, quelli dell’area circostante la Fenice, i lavoratori, gli
operatori agricoli e tutti i cittadini lucani meritano di vivere in luoghi
sicuri dove gli insediamenti non mettano a rischio la loro salute.
Dopo
la certificazione dell’inquinamento e le tante chiacchiere della Giunta
Pittella, ora ci aspettiamo risposte chiare e azioni celeri e concrete. Pittella
non può continuare a nascondersi dietro il politichese senza dare soluzioni ai
Lucani.
Potenza,
18 marzo 2015
Gianni
Rosa, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale |
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