L’audizione di oggi in IV commissione del Segretario Regionale ANED, nonché dei rappresentanti del dipartimento Sanità come da noi richiesto con nota inviata al Presidente della Commissione, ha fatto emergere con chiarezza che quando si affrontano temi delicati come quello dell’assistenza e del supporto alle persone affette da patologie invalidanti permanenti, bisogna che le istituzioni e quindi la politica vada con i piedi di piombo ed assuma provvedimenti dopo una puntuale e precisa disamina delle conseguenze che le stesse producono sulla vita delle persone. In particolare, il Presidente ci ha fatto notare il mancato coinvolgimento dell’associazione dei dializzati da parte della Giunta e dell’assessorato sul pur necessario processo di verifica e aggiornamento della legge che prevede la erogazione di un contributo economico, ma in particolare sulla opportunità di ridefinire tutto il modello d’intervento e quindi la normativa sul sistema di trattamento ed assistenza. E’ emersa la necessità di sperimentare forme più avanzate per il trattamento dei dializzati che, anche sulla base di esperienze che si stanno facendo in altre realtà, porterebbero ad un miglioramento del servizio e sicuramente anche a risparmi. I dati forniti smentiscono affermazioni velleitarie fatte in queste settimane sul differente costo fra il servizio fornito dal pubblico e quello dei privati, per non parlare della differente condizione di sicurezza esistente in caso di complicanze. Abbiamo registrato la disponibilità da parte del sig. Andrisani (presidente ANED) a discutere della opportunità di legare il contributo alla condizione reddituale familiare dei pazienti, fermo restando che la norma approvata dalla maggioranza con la finanziaria vada profondamente modificata. Concetti che confermato quanto da noi sostenuto in occasione del dibattiti sulla legge di stabilità regionale sulla opportunità di rinviare qualsiasi intervento dopo una approfondito esame della materia considerata la platea interessata (circa 1400 persone) e la necessità di verificare la consistenza di tanti altri cittadini affetti da patologie particolari, come ad esempio quelli affetti da malattie rare, con il solo scopo di adeguare una legge datata. Si è invece ragionato da parte della maggioranza solo guardando al risparmio, tant’è che stessi esponenti della maggioranza oggi in commissione hanno ammesso di aver sbagliato a votare il provvedimento (Benedetto). Alla luce di quanto emerso, abbiamo chiesto ai funzionari del dipartimento sanità di fornire tutta la documentazione necessaria per un esame approfondito al fine di modificare il provvedimento ( art. 21 legge regionale n 5 del 27 gennaio 2015, legge di stabilità) cambiando profondamente la tabella sulle fasce di reddito.
Giannino Romaniello gruppo misto
Gianni Leggieri gruppo Movimento 5 Stelle
Nessun commento:
Posta un commento