di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani
Potrei dirmi sorpreso dall’intervento della UIL Funzione Pubblica sulla vicenda del “Catasto Rifiuti”. In realtà, sorpreso non lo sono affatto: da questo sindacato di parastato e pararegione poteva solo arrivare una risposta che è mera difesa corporativa. Lor signori, da sempre muti su vicende gravi che hanno azzerato la credibilità dell’Agenzia per l’Ambiente, anziché occuparsi e preoccuparsi di quanto emerge dalla mia denuncia, hanno preferito praticare la strada che gli è più consona: la difesa del loro misero orticello. Per quanto mi riguarda, cari signori sindacalisti, ho riferito del contenuto di una missiva firmata dall’attuale direttore dell’Arpab. Se avete da consumare un qualche regolamento di conti, non tiratemi in ballo. Io mi occupo di altro, di diritto e diritti negati, di diritto alla conoscenza negato da un Ente pubblico, che anche grazie ai vostri silenzi non ha onorato la sua funzione di presidio a tutela della salute e dell’ambiente. Dopo aver contribuito alla libanesizzazione dell’Agenzia e aver chiuso gli occhi di fronte alla reiterata commistione tra controllori e controllati, questo sindacato nemmeno riesce a cogliere la gravità di quanto ho denunciato. Se davvero avete a cuore le sorti dell’Arpab e di chi ci lavora, cari sindacalisti dei miei stivali, provate ad interrogarvi sui monitoraggi della qualità dell’aria in Val d’Agri: rendereste un servizio alla comunità. Ma comprendo che questo modo di fare ed essere sindacato è lontano anni luce da chi è al servizio di potenti e potentati e di solito preferisce occuparsi di distacchi ed altre amenità. P.S. Intanto, preannuncio che sto valutando di iniziare uno sciopero della fame ad oltranza per chiedere che venga garantito il diritto di accesso ad atti della P.A., che pubblici sono e pubblici dovrebbero essere, e per ottenere che venga garantito il funzionamento del catasto rifiuti in Basilicata.

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