L'intero mondo agricolo della nostra regione ora che più che mai guarda ai suoi rappresentanti regionali, ad iniziare dal suo governatore Marcello Pittella, e nazionali. La scandalosa, inaccettabile, deleteria misura presa dal governo Renzi di far pagare l'IMU anche sui terreni a tutti gli operatori agricoli, residenti in comuni sotto i 600 metri s.l., non può che trovare la netta e decisa contrarietà degli operatori del settore primario nazionale. Un settore in piena agonia, non può sopportare nessuna tassa più. La svendita dei prodotti agricoli è quotidiana; il valore dei nostri campi è più che dimezzato. L'Essere rientrati, purtroppo, nell'Obiettivo1, vale adire che i dati socio-economici sono sotto il 75 per cento degli indicatori medi comunitari, deve pur significare che le tasse non si dovrebbero più applicare in virtù del dato che la intera regione risulta essere svantaggiata, e con problemi seri di sopravvivenza. Così come gli stessi comuni interessati, e sono tanti nella sola nostra regione, che non riceveranno per il 2014 e successivi, soldi che in teoria dovrebbero essere compensati dall'imu sui terreni agricoli, prevista per i comuni sotto i 600 metri di altitudine. Tra l'altro con casi abbastanza paradossali, ove comuni viciniori e confinanti alcuni devono pagare e altri, per fortuna diciamo a questo punto, esentati. I due D.L. 66/2014 e 4/2015 Renziani sono uno peggio dell'altro. Perché affossano contadini e comuni. E sono serviti e serviranno per il futuro per fare campagne elettorali ad oltranza. Acquisizione di consenso. O peggio, scambio di voto senza alcun pudore. Il Presidente Renzi va fermato e subito in questo suo modo di legiferare senza che non tiene conto della drammatica situazione di tante regioni italiane. Sembra avviatosi ad essere un presidente del Consiglio padre padrone della nazione. Senza che nessuno riesca più a resistergli. E quello che fa più rabbia è che sono stati sottratti dalle casse dello stato 350 milioni di euro per elargirli ad una fascia di lavorati italiani, il famigerato, a questo punto, bonus delle 80 euro, prima delle elezioni europee dello scorso maggio, che senza risolvere le sorti finanziare dei nuclei familiari interessati, ha messo in ginocchio milioni di proprietari di terreni agricoli. Di fronte a tale feroce modo di legiferare, la nostra regione non può stare a guardare, cosi come tutti i parlamentari nazionali ed europei di destra e di sinistra, passando per il centro debbono intervenire con decisione e fare ostruzionismo alle Camere in fase di conversione del decreto stesso. Pertanto, un forte appello a tutti per una mobilitazione di popolo a sostegno dei contadini e agricoltori, ma anche alle migliaia di piccoli e piccolissimi proprietari non agricoltori, che senza nulla ricavare dal proprio fazzoletto di terra, consentono il presidio e la difesa idrogeologica di terreni e lande del nostro territorio. Ora basta si inizi una nuova battaglia nelle piazze e nelle istituzioni al fine di far ritirare il D.L. n. 4 del 24 gennaio scorso. Da farsi già nelle prossime ore.
La Lucania deve reagire.
Leonardo Rocco TAURO
Assessore Comunale
Montalbano Jonico

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