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martedì 13 gennaio 2015

A Matera Stefano Petrocchi, La Polveriera, (Mondadori).

Sarà presentato sabato 17 gennaio p.v. alle 18 a Matera presso il Centro Carlo Levi (Palazzo Lanfranchi) il libro di Stefano Petrocchi La Polveriera (Mondadori). All’evento, organizzato dalla Libreria Di Giulio, interverranno l’autore, il dirigente scolastico Filomena Cancellaro e la giornalista Rossella Montemurro. La polveriera è un omaggio al Premio Strega e a Anna Maria Rimoaldi, amica e erede della Bellonci, fino al 2007 alla guida del Premio. Quello di Petrocchi, Direttore della Fondazione Bellonci e segretario del comitato direttivo dello Strega, è un’analisi lucida e appassionata: attraverso il ritratto inedito di una protagonista della vita culturale del secondo Novecento, ci offre una lettura coinvolgente e acuta delle passioni che inesauribilmente infiammano gli animi e le cronache culturali nel nostro Paese. Dalla quarta di copertina: “Il premio Strega è da sempre un formidabile contenitore di storie, perlopiù a sfondo giallo. Beninteso, non il giallo oro che lo zafferano dona all'omonimo liquore. Se c'è una tonalità appropriata, è piuttosto quella sulfurea delle gelide macchinazioni. Maria Bellonci scriveva di possedere ben chiara "la percezione di aver architettato una polveriera". Stanze cariche di presenze e memorie, dove si è dispensata - e tuttora si dispensa - la gloria letteraria: "sala d'aspetto d'Immortali", scrive ironicamente Cesare Pavese, e al contempo "polveriera" in cui deflagrano le ambizioni dei maggiori scrittori contemporanei, suggerisce con realismo Maria Bellonci, padrona di casa nonché animatrice del gruppo degli Amici della domenica da cui nasce il premio Strega. In quelle stanze traboccanti di libri, oltre che sulle terrazze fiorite che ospitano le riunioni della giuria, vediamo muoversi i protagonisti della cultura italiana degli ultimi settant'anni: concorrenti, editori e intellettuali facili alla polemica e alla battuta sferzante, rissosi e appassionati. La storia del premio viene narrata attraverso una galleria di dettagli insospettati, con particolare riferimento agli anni più recenti, caratterizzati dalla definitiva trasformazione dello scrittore in una figura mediatica. Alla guida del premio c'è a lungo Anna Maria Rimoaldi, amica ed erede della Bellonci. Personaggio vissuto tutto dentro il Novecento che però riesce nell'impresa di traghettare nella nuova epoca le strutture un po' demodé dello Strega. Arbitro (quasi) assoluto dei destini del premio, per l'io narrante lei è semplicemente "il Capo", l'attitudine al comando fatta persona: tratto del carattere che convive con la altrettanto energica capacità di mantenersi un passo indietro rispetto ai riflettori, e con una vita intima che rimane inaccessibile anche per i suoi più stretti collaboratori fino alla sua scomparsa, avvenuta nell'agosto del 2007. Ricognizione partecipe delle vicende del premio, ma anche gioco letterario intorno ai misteri e ai tradimenti che da sempre popolano le notti "stregate", questo romanzo vuole essere in primo luogo un omaggio a una donna schiva e determinata”. Stefano Petrocchi, nato a Rieti nel 1971, vive a Roma.
Ha curato la riedizione di varie opere di Maria Bellonci e la collezione edita dal "Sole 24 Ore" I capolavori del premio Strega.

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