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Da
censore della mala politica lucana a ‘scrittore partigiano’ contro i censori del
Sistema Basilicata.
Cosa
può trasformare un’irriverente penna d’oro, un censore della mala politica
lucana, uno dei pochi giornalisti indipendenti in uno ‘scrittore partigiano’ che
tesse le lodi del potente di turno? Un contratto da 70.000 euro.
Nino
Grasso, seguitissimo commentatore politico del ‘La Nuova’ da giornalista si
trasforma in ben pagato portavoce ed addirittura in ‘Consigliere regionale ad
honorem’.
Abbandonato
il ruolo di imparziale giornalista veste, legittimamente, la ‘casacca’ di
portavoce del Presidente della Giunta. Spingersi, però, fino ad assumere il
ruolo e le funzioni di Consigliere regionale è un po’ troppo.
Le
sue esternazioni, infatti, vanno ben al di là del mandato assunto come
Portavoce. Nel contratto, si legge: “Il portavoce è tenuto a coadiuvare il
Presidente della Giunta con compiti di diretta collaborazione nella cura dei
rapporti di carattere politico-istituzionale con gli organi di informazione
..”.
Gli
ultimi interventi del Portavoce Grasso, nei quali spara a zero sulla minoranza
rea di non allinearsi alla politica del ‘capo o capetto’ di turno, sono più
invettive politiche che ‘collaborazione nella cura dei rapporti di carattere
politico-istituzionale con gli organi di informazione’.
Svolgere
il ruolo di Consigliere regionale, anche di minoranza, perché il Popolo ti ha
eletto è cosa ben diversa da eseguire quello di Portavoce, pagato profumatamente
dalla collettività ma al servizio di ‘quel sistema di famiglie, basato
sull’interesse, che curano ognuna il proprio orto’, come Grasso stesso definiva
il sistema clientelare del Pd nel lontano 2009.
Esprimere
posizioni politiche quando si rappresentano ‘istituzionalmente’ gli elettori è
doveroso. Guai a non farlo: la democrazia si basa sulla dialettica. Ogni
cittadino ha il diritto ed il dovere di criticare i propri rappresentanti.
Quando, però, ci si arroga il diritto di inveire contro la minoranza assumendo
un ruolo che, evidentemente, non è quello per cui si viene pagati è,
probabilmente, un po' presuntuoso.
Anche
perché il politico deve essere libero nell’esecuzione del mandato conferitogli
dal Popolo, Nino Grasso, che riceve 70.000 euro per fare il Portavoce di
Pittella, difficilmente potrebbe esserlo.
Potenza,
27 dicembre 2014
Gianni
Rosa, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale
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Vediamoci Chiaro: NINO
GRASSO TRA IERI (2009) E OGGI (2014) C'E' IL CONTRATTO DA 70.000
€
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