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sabato 8 novembre 2014

CIA: PRIMA DI TUTTO TUTELA ATTIVITA’ AGRICOLE E PAESAGGIO RURALE

Lo “Sblocca Italia” per gli aspetti riferiti al consumo del suolo che da noi significa innanzitutto nuove ricerche petrolifere, come testimonia il Progetto dell’Aleanna Resources che intende trivellare aree a forte vocazione agricola e di prodotti di qualità nell’Alto Bradano, ci sollecita a rilanciare il nostro impegno a tutela delle attività agricole e del paesaggio rurale. E’ quanto sostiene il presidente regionale della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori Antonio Nisi che aggiunge: il paesaggio rurale è una componente essenziale dell’identità della nostra regione e dell’intero Paese e appare particolarmente importante, perché pone l’accento sul nesso tra l’azione necessaria per superare i fattori di crisi e contrastare i rischi di decadimento dell’attività produttiva agricola (in particolare il fenomeno dell’abbandono di vaste aree collinari e montane dove l’azione dell’agricoltore è fondamentale per manutenere il territorio, conservare la fertilità dei suoli e dare stabilità ai versanti per evitare casi di dissesto idrogeologico) e un rinnovato impegno a puntare sulle potenzialità offerte dal nostro patrimonio storico di civiltà e bellezza per lo sviluppo diffuso di un turismo di qualità altamente competitivo. 
Viene fuori, quindi, un moderno concetto di paesaggio rurale, che diventa il risultato dell’integrazione nello spazio e nel tempo di fattori economici, sociali e ambientali, valorizzando il suo ruolo di “risorsa” complessa, di cui gli agricoltori sono i principali artefici e i custodi, ma che appartiene a tutto il Paese, dal punto di vista culturale, turistico, identitario, presentandosi ancora eccezionalmente ricco e diversificato. Nel merito, diventa fondamentale oggi lavorare a buone strategie per il paesaggio al fine di costruire reali Piani Strategici Territoriali siano essi paesaggistici o di sviluppo rurale. Per Nisi il paesaggio agrario è una risorsa che, puntando sui sapori, le emozioni e le bellezze naturalistiche, può segnare una svolta nell’economia rurale. L’agricoltura e le sue diversità, che così diffusamente nel nostro Paese caratterizzano prodotti e sistemi produttivi, territori e paesaggio agrario, va in ogni caso conosciuta di più, va tutelata con azioni e politiche appropriate, va pienamente inserita nel contesto dello sviluppo del Paese. Gli agricoltori sono i protagonisti dell’agricoltura. Con la loro organizzazione aziendale e sociale danno vita al territorio rurale rendendolo unico. Molte le opportunità che si offrono e importanti le occasioni da cogliere. Per questa ragione abbiamo sottoscritto la “Carta di Matera” per dare stabilità ad un positivo rapporto fra Amministrazioni locali ed agricoltori valorizzando le funzioni, le peculiarità e le opportunità di servizio che questi offrono. Occorre soprattutto – continua il presidente della Cia - porre un freno ad un uso dissennato e confuso del suolo agrario soprattutto determinato dalle azioni non programmate delle opere di urbanizzazione, in particolare per centri commerciali e capannoni industriali. Occorre preservare l’agricoltura, il peculiare ed inconfondibile paesaggio agrario, oggi più che mai identificabile con il bene ambientale di tutto il Paese. Inoltre occorre porre attenzione alla capacità di gestione dei terreni demaniali, a vario titolo in possesso degli Enti Locali, ma anche quelli a proprietà collettiva o gestiti in uso collettivo, affinchè con ciò si contribuisca ad una più adeguata gestione del territorio, dello spazio rurale ed al miglioramento del reddito delle imprese agricole.

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