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Acque
radioattive: Pittella ci dica quali provvedimenti vuole
adoddare
Ci
aspettiamo che, durante il Consiglio regionale convocato per martedì prossimo,
il Presidente della Regione risponda alla nostra interrogazione a risposta
immediata, presentata ieri mattina, in merito alla notizia che
l’acqua di deiezione che le autobotti trasportano dal Centro Oli di Viggiano
all’impianto di Tecnoparco a Pisticci è radioattiva. Le analisi dell’Arpab
accertano che la radioattività è 9 volte superiore a quella prevista per legge
per le acque potabili.
I
cittadini lucani hanno diritto di sapere la reale situazione dei fatti, che
appaiono già ora inequivocabili, e sopratutto hanno diritto di conoscere
le
intenzioni della Giunta in merito alla, a nostro avviso, opportuna cessazione
dello smaltimento delle acque di deiezione dirette all’impianto di Tecnoparco;
quali interventi vuole adottare per scongiurare l’inquinamento del Basento e
quali provvedimenti vuole assumere nei confronti dell’ENI.
L’impianto
Tecnoparco che smaltisce i reflui del petrolio provenienti dal Centro Oli non è
attrezzato a bonifiche di radioattività. Quindi il rischio concreto è che le
acque non bonificate e, per questo, radioattive, vengono sversate nel fiume
Basento con ovvie e tragiche conseguenze per l’ambiente e la salute.
È
giunto il momento di mettere la parola fine a questa deplorevole vicenda che
ciclicamente si ripresenta. In ogni occasione il Governo regionale promette
soluzioni che poi non trovano riscontro in fatti concreti.
Il
Presidente sa bene che esiste da febbraio scorso un’inchiesta della Procura
Antimafia di Potenza, la quale ipotizza il reato di 'Smaltimento illecito di
rifiuti', sullo smaltimento dei reflui petroliferi che partono dal Cento Oli
dell'Eni e finiscono al Tecnoparco, e oggi siamo ancora agli accertamenti di
rito. Nessuna azione concreta.
Questi
accadimenti dimostrano, ancora una volta, la leggerezza o, meglio,
l’indifferenza del Presidente della Regione verso la tutela dell’ambiente e la
salute dei Lucani. Sono la dimostrazione che, per denaro, si permette alle
compagnie petrolifere di spadroneggiare nella nostra Terra.
La
situazione di grave pericolo per la salute umana e per la protezione
dell'ambiente impone, attraverso l’applicazione del principio di precauzione, di
reagire rapidamente. Questo avrebbe dovuto essere già fatto da molto tempo. Ora
non si può più aspettare. Domani potrebbe essere troppo tardi e, sappia il
Governatore, che tutte le royalties del mondo non potranno riparare ai danni che
un inquinamento come questo può causare.
Potenza
15 Novembre 2014
Gianni
Rosa, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale
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