E’ vero, c’è un problema di degrado politico a Policoro, un livello spesso volutamente tenuto basso. Per fare ciò bisogna raccontare bugie, generalizzare le questioni e rispondere a falsi schemi comunicativi, quelli che rispondono alla logica di parlare sempre, anche a caso, sopratutto in malafede, purché se ne parli. Si pensa di essere dei maghi della comunicazione attraverso le nuove tecnologie, si pensa che si possa condizionare il pensiero delle masse, che quello che passa in rete sia sempre la realtà, in fondo si pensa di giocare con l’ingenuità dei lettori.
Il degrado c’è quando questo modo di agire viene utilizzato dalla politica o almeno da chi fa da delegato a essa. In verità, anche nell’era digitale vale la reputazione e la qualità della fonte della notizia, non serve ripetere tutti i giorni che gli atti sono illegittimi, i bandi sono irregolari, che si fanno favori, che tutto è un grande imbroglio se poi le centinaia di lettere alla Procura e alla Corte dei Conti non hanno seguito. Infatti per il Blogger, l'obiettivo non è quello della giustizia, ma si ferma al “parlarne”, l’importante è parlarne male, a lui non interessa se l’atto è illegittimo veramente, a lui basta il fango subito. Questo lo si può definire tranquillamente degrado.
Questo è uno dei motivi principali per il quale noi non riconosciamo come interlocutore un blogger che pratica questa regola, che avanza solo proposte impraticabili apposta, che segue il populismo più spicciolo. Anzi, bisognerebbe riflettere sul come sia facile fare opposizione a Policoro delegando a questo blogger totalmente il ruolo.
Un secondo motivo è la continua ricerca di trascinarci nella polemica, nel pensare di farci cadere in trappola come se fossimo bambini, sempre per quella visione digitalmente distorta. Il livello di degrado in questo caso si alza, perchè creare astio, tessere reti e rapporti, intervenire come stakeholder su tutte le questioni come ad esempio con eventuali associazioni che collaborano con l’Amministrazione, ecc. Il solo fine del “vuoto intorno”, non sicuramente il bene della città. Così come nelle polemiche degli ultimi giorni, si vuol tirare in mezzo i nostri Gruppi strumentalizzando tutto, compreso atti di violenza. Da precisare che sia il Gruppo Trenta che Impegno Comune sono vicini a Giorgio Santoriello che comunque ha subito un aggressione, vicinanza che gli spetta di diritto come per tutti i soggetti che si vogliono definire liberi e che, a torto o a ragione, non può giustificare tale reazione. Anzi, condanniamo questo modo di agire perchè rappresenta la fine della politica e ci lascia molto amareggiati il fatto che questa persona sia stata completamente abbandonato, nonostante tali fatti generalmente siano da condannare senza se e senza ma. Siamo sicuri che fatti del genere sono anche facilmente strumentalizzabili, ma noi non vogliamo entrare nel merito della vicenda dei copia-incolla e di quello che ne è derivato, ma al tempo stesso siamo costretti a rispondere all’ennesimo, falso, viscido e pretenzioso tentativo di buttarci nella mischia dell’ultimo gradino della politica, quello più basso e deplorevole e che non può che essere assecondato da chi ha addosso delle responsabilità. Allo stesso tempo abbiamo anche il dovere di sottolineare la scorrettezza da parte di chi come sempre vorrebbe avere la paternità della morale e invece diventa strumento subdolo di vari interessi politici, dei vigliacchi e dei passa notizie.
Con questa vicenda comunque si mostra il terzo e non ultimo motivo per il quale non possiamo riconoscere nel blogger un interlocutore. Infatti nella bagarre delle polemiche di questi giorni vengono tirate in ballo anche questioni politiche come movente di un disegno occulto, ma qui il mancato riconoscimento è reciproco, perchè sempre spinto dalle motivazioni del grande stratega della comunicazione, viene completamente tralasciato il vero dato politico in questo momento. Cioè che 40 consiglieri comunali della provincia di Matera riconducibili al centrodestra sono espressione di liste civiche e che insieme sono riuscite a fare una lista per le provinciali, aldilà dei nomi dei candidati. Questo vuole dire che c’è una necessità di dialogo e di discussione nel centrodestra e che in questa occasione ha preso anche forma. Un esigenza che viene da lontano e che proprio dall’esperienza di Trenta e Impegno Comune a Policoro è partita. Paghiamo l’esoso dazio della carenza di spazi di confronto, perchè seppur con grandi sacrifici è difficilissimo oggi fare informazione nel nostro territorio. A noi non piace nemmeno la mezza scelta riguardante la Provincia, perchè un elezione autorefenziale di un Ente in liquidazione non può essere presa come una conquista. L’occasione però è quella di creare un contenitore con il quale unire il fenomeno civico.
Se lo spettacolo indecoroso della sinistra lucana viene definito processo democratico, ci chiediamo il perchè il nostro fenomeno debba essere considerato una lotta per le poltrone. E’ chiaro che non è questa la discussione che ci interessa, noi che, nel bene e nel male, stiamo mettendo tutto noi stessi in questa esperienza, compreso quello di cercare di arginare le forti carenze della struttura. Alla fine, il degrado della politica è racchiuso in questa sintesi che spesso ci vede distanti, senza replica a chi replica non vuole, ma cerca solo i pretesti per continuare a tessere gli intrighi e le voci da marciapiede. Strumenti per i veri poteri, il terrorismo psicologico di finire nel web, il far sentire odore di polemica a chiunque ci si avvicina, come se la Città debba pagare questo continuo attacco al rispetto delle nostre persone, non a quello che facciamo. Vorrebbe delle querele, vorrebbe una reazione scomposta, un nostro errore di nervosismo, una parola fuori posto, vorrebbe un riconoscimento che l’opposizione gli ha già dato, ma ci dispiace, abbiamo tante cose serie da pensare per il bene di tutti, non contribuiremo di certo noi alla crescita di quella “bettola politica” che spesso si trova in rete. O meglio, nel linguaggio dei nuovi media… don’t feed the troll (non alimentare i troll).

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