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mercoledì 8 ottobre 2014

La Direzione del San Carlo ritiene opportuno fornire alcune precisazioni e chiarimenti

Gentile direttore, la Direzione strategica del San Carlo ritiene opportuno fornire alcune precisazioni e chiarimenti in merito ai comunicati di alcune sigle sindacali, in questi giorni apparsi sulla stampa regionale e relativi a processi di riassetto di due specifici settori: le attività di diagnostica per immagini e le modalità organizzativedelle sale operatorie.
Più in particolare, per ciò che concerne la riorganizzazione dei servizi di diagnostica per immagini, già dallo scorso mese di aprile l’Azienda ha ritenuto di operare una scelta di rilevante impatto; in un momento in cui le difficoltà occupazionali sono a tutti evidenti, si è ritenuto di utilizzare le risorse spese per “acquisto di prestazioni” (ovverosia prestazioni in orario aggiuntivo svolte da medici e tecnici di radiologia) per acquisire personale in numero tale da consentire, a parità di costi, sia un incremento di prestazioni sia un ampliamento dell’orario di attività. La ristrutturazione da rendere operativa ha le seguenti, essenziali finalità:
potenziamento del numero delle prestazioni nei vari settori di diagnostica radiologica (ecografia, senologia, TAC, RMN e radiologia convenzionale); articolazione dei turni in attività istituzionale nelle 12 ore (08-20) dal lunedì al venerdì e nella giornata del sabato dalle ore 8,00 alle ore 14,00; definizione di programmi di affiancamento su metodiche in relazione alle quali risulti esiguo il numero di dirigenti medici all’uopo formati, allo scopo di non determinare soluzione di continuità nei servizi. In riferimento, invece, alla riorganizzazione delle sale operatorie, si evidenzia che la stessa mira, anche in tal caso, a superare una gestione che richiedeva l’acquisto di prestazioni, con la riconversione delle relative risorse verso incrementi occupazionali, nonché a garantire l’apertura pomeridiana di alcune sale operatorie; invero l’attuale organizzazione, che vede le sale chirurgiche operative solo fino alle 14,00, determina in più casi, in ragione del protrarsi di interventi oltre i tempi previsti, il rinvio a sedute operatorie successive di interventi chirurgici programmati. Appare quindi evidente che le suesposte finalità, orientate esclusivamente a offrire all’utenza maggiori servizi e a limitare l’annoso problema delle liste di attesa, non possono non trovare anche la piena condivisione delle parti sindacali, con le quali è tuttora in atto un confronto mirante a definire le concrete e migliori modalità attuative delle riorganizzazioni. Con tale spirito, pur potendo l’Azienda legittimamente stabilire in maniera autonoma le specifiche modalità attuative, si è ritenuto di attendere gli esiti di apposite assemblee indette dalle organizzazioni sindacali e, quindi, di approfondire successivamente ogni specifica indicazione possa risultare utile per avviare i nuovi percorsi organizzativi. Nello specifico alcune sigle sindacali evidenziano due aspetti che saranno oggetto di ulteriori valutazioni congiunte: la riformulazione dell’orario di lavoro e il numero di personale infermieristico che dovrà essere presente nelle sale operatorie (aspetto peraltro questo che già trova disciplina in una apposita fonte normativa che l’Azienda intende pienamente rispettare).  Pur ritenendo che le preminenti esigenze dell’utenza possano e debbano costituire elemento utile a raggiungere una piena intesa, rimane comunque la ferma convinzione aziendale che il perseguimento dello scopo ultimo, ossia il soddisfacimento dei bisogni di salute, potrà anche richiedere qualche sforzo di adesione alle nuove modalità di assolvimento degli obblighi concernenti l’orario di lavoro e a quant’altro, nei limiti posti dalle norme, sia necessario per potenziare la capacità di risposta dell’Azienda.

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