Il Segretario Regionale Agg. della UIL PA Penitenziari di Basilicata, Donato SABIA dichiara: “il tempo si è fermato nel carcere della Città federiciana, come dire… che Cristo si è fermato ad Eboli.
La struttura è priva di allarmi, l’igiene e la salubrità degli ambienti pessimi non in linea con le normative vigenti. Dichiarano Sabia e Coviello – 40 scatti per denunciare all’opinione pubblica, alla classe politica e alla stessa Amministrazione Penitenziaria un quadro completo del deterioramento del carcere, cornicioni dei padiglioni tutti rotti causa agenti atmosferici che hanno provocato la caduta di calcinacci minacciando anche incolumità del personale, infiltrazioni d’acqua ovunque dalle celle alle camere di pernottamento del personale ed intonaci rigonfiati e scrostati sino all’ufficio del Comandante.
Bagni del personale indecorosi e docce in comune, come i wc e le camere dei detenuti.
Non c’è differenza tra l’uno e l’altro, tra lavoratore e detenuto, anzi in tutti gli habitat c’è una situazione di disagio e poca sicurezza. Il personale di Polizia Penitenziaria è sfiduciato in quanto le condizioni e le stesse postazioni di lavoro sono al limite.
Adesso è arrivato il momento che al Corpo venga dato la giusta considerazione e meriti, non è possibile che a seguito del nuovo modello di esecuzione della pena, tra regime aperto e vigilanza dinamica, sono diminuiti gli eventi critici (gesti di autolesionismo e tentativi di suicidio), ma di conseguenza sono aumentate le aggressioni in danno di poliziotti penitenziari. Dal 1 gennaio ad oggi le aggressioni perpetrati a danno del personale sono 309 per un totale di circa 420 operatori feriti, di cui 130 hanno riportati una prognosi superiore a 7 giorni.
Ciò significa che le assenze dei baschi blu per malattia assommano a 1500 (solo nel 2014) per un costo pari a 180 mila euro.
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