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sabato 30 agosto 2014

BENEDETTO (CD): “SBLOCCA ENERGIA” DI RENZI UMILIA POPOLAZIONI LUCANE, CONSIGLIO REGIONALE STRAORDINARIO PER CONTROFFENSIVA

Nicola Benedetto, capogruppo Centro Democratico Consiglio Regionale.

Il Governo Renzi con il cosiddetto “sblocca energia” umilia le popolazioni lucane pendendole in giro, contrabbandando per atto di generosità l’elemosina della deroga al Patto di Stabilità per le royalties, solo per i prossimi tre anni ed esclusivamente per le risorse derivanti dalla parte di incremento dell’estrazione. E’ un provvedimento che, non può in alcun modo soddisfarci e va rispedito al mittente. Al Governatore Pittella non resta che prendere atto della profonda frattura consumata dal Governo Renzi nei confronti della Regione e delle comunità regionali e concordare con il Presidente Lacorazza la convocazione urgente di una seduta straordinaria del Consiglio Regionale per decidere la controffensiva politico-istituzionale. Al punto in cui siamo arrivati per il “ricatto” del Governo (producete più petrolio e vi liberiamo qualche milione del Patto di Stabilità, ma dimenticatevi del passato e quindi delle risorse congelate da anni) non ci possono essere più mezze misure o atteggiamenti ambigui. Come ho proposto da tempo, l’unico autentico e utile atto di coraggio da compiere è lo sforamento del Patto di Stabilità, in maniera e con gli strumenti autonomi di cui disponiamo. E’ la stessa operazione che il precedente Presidente De Filippo avrebbe voluto fare, con il nostro più convinto sostegno, nella scorsa legislatura e che è rimasta inattuata. Aggrapparsi alla legge approvata di recente in Consiglio solo perché il Governo non l’ha ancora impugnata, ma ha tutto il tempo per farlo, come unica speranza per rivendicare dal Governo misure di alleggerimento del Patto non porta alcun risultato. Mi aspetto del resto dal Governatore un atteggiamento coerente a quanto dichiarato negli incontri pubblici di quest’estate sull’intenzione di chiamare i cittadini alla mobilitazione popolare contro il Governo amico che sempre nello “sblocca energia” con l’introduzione di un titolo concessorio unico, comprensivo delle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, ha avocato a sé ogni competenza e potere, anticipando l’attuazione della riforma del Titolo V in materia energetica e di fatto espropriandoci di ogni funzione persino di tutela ambientale.

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