Di grande impatto la tematica sociale affrontata nel cortometraggio “L’alba” di Giuseppe Lanzillotti, al quale prenderà parte l’attrice Emanuela Aureli, presente ieri alla conferenza stampa. Si è tenuta ieri la conferenza stampa di presentazione del cortometraggio “L’alba” prodotto e diretto da Giuseppe Lanzillotti e dalla Megasystem srl, e interpretato da Chiara Lostaglio, Paolo Perrone e dalla bravissima Emanuela Aureli. Nella splendida location del Relais Histò San Pietro sul Mar Piccolo di Taranto, dove l’attrice alloggia, alla presenza di giornalisti e curiosi è stato illustrato l’ambizioso progetto, che si propone di portare alla luce una tematica sociale spesso sottovalutata, quale l’abuso di alcool, soprattutto da parte dei giovanissimi.
Recenti studi hanno infatti rilevato che più del 60% delle persone dagli undici anni in poi fanno uso occasionale o abituale di bevande alcoliche. Dato sconcertante, dal momento che l’assunzione di tali sostanze provoca danni non indifferenti al sistema nervoso, nonché alla salute fisica.
«Conosco ventenni che hanno già l’ulcera a causa di un consumo smodato di birra» ha dichiarato Lanzillotti, il quale è contento di affrontare, attraverso il cortometraggio, un tema di tale rilevanza. «La formula del cortometraggio si presta bene a raccontare una realtà che, purtroppo, esiste e che va affrontata. A mio avviso, il corto deve assolutamente lasciare un messaggio. Realizzare un film breve che sia comico, divertente o horror va bene, certo, ma sono dell’avviso che si debba sempre essere portatori di un messaggio. Per questo cerco sempre di realizzare progetti che si inseriscano nell’ambito sociale». Il cortometraggio, il cui soggetto è di Stefania Rossella Grassi, verrà girato in questi giorni tra Taranto e Monteiasi e contribuirà ancora una volta al rilancio della città dal punto di vista cinematografico. La Puglia e la città jonica, grazie anche allo splendido lavoro intrapreso dall’Apulia Film Commission, godono di grande attenzione da parte di registi nazionali e internazionali, i quali vedono nel nostro territorio la location ideale per girare i loro lavori. Alle preoccupazioni circa il rischio di lanciare un eventuale messaggio negativo sulla nostra città, sollevandone le problematiche sociali, il regista ha risposto che non sarà così. «Giro a Taranto perché è qui che abito, ma il tema affrontato riguarda ogni città. Non vogliamo parlare male della nostra terra, al contrario posso assicurare che Taranto verrà fuori nel migliore dei modi, perché abbiamo intenzione di mostrare le bellezze che contraddistinguono i nostri paesaggi: scorci di ulivi, il sole, la luce e i lati positivi della città. E soprattutto non apparirà l’Ilva. È vero che parliamo di una realtà agghiacciante, è necessario farlo perché non va assolutamente sottovalutata. Ma non è un fattore che riguarda esclusivamente Taranto, anzi. La location non è funzionale alla storia raccontata».
Entusiasti si sono mostrati anche Chiara Lostaglio e Paolo Perrone, attori di grande calibro che hanno aderito con molto piacere al progetto, credendo moltissimo nelle potenzialità comunicative del cortometraggio “L’Alba”. «Siamo onorati di far parte della squadra e non vediamo l’ora di cominciare le riprese» hanno dichiarato i due, i quali interpretano rispettivamente la mamma e l’allenatore del protagonista. «Ma soprattutto è un piacere prendere parte a prodotti di grande qualità, come questo, e di lavorare con professionisti di altissimo livello come Giuseppe Lanzillotti, l’intero cast tecnico e artistico e con la meravigliosa Emanuela Aureli, un’attrice che stimiamo moltissimo». Quest’ultima non ha rinunciato alla sua verve comica, mostrando una simpatia e un’umiltà degna di una grandissima artista. Splendida e vivace presenza, ha allietato la conferenza con battute di spirito e tanta, tanta ilarità, tipica della Aureli che siamo abituati a conoscere a teatro e sul piccolo schermo. La sua natura solare, tuttavia, lascerà il posto sul set a un ruolo più ponderato e drammatico. Emanuela infatti interpreterà la madre del ragazzino che scatenerà l’evento tragico di cui sarà vittima il piccolo protagonista. «È una mamma sui generis, molto presa da se stessa e poco attenta ai bisogni di suo figlio. Vogliamo porre l’attenzione, infatti, sulla necessità e sull’importanza per i genitori di essere presenti nella vita dei loro figli, di dedicare a loro il giusto tempo, di ascoltarli e comprendere i loro problemi. Io sono zia, non ancora mamma, ma mi rendo conto attraverso i miei nipotini di quanto spesso possa essere difficile per un genitore stare dietro a ogni necessità e comprendere ogni ombra di malessere da parte dei propri bambini. Ma con la giusta attenzione e con tanta pazienza di deve cercare di far sentire il bambino compreso e ascoltato, protetto e sicuro. In tal modo, forse, sarà possibile evitare che si creino situazioni simili a quella rappresentata nel cortometraggio». Contenta di prendere parte al progetto, ha manifestato subito un grande piacere nell’essere a Taranto. «Questa città ha degli aspetti incantevoli: natura, sole, mare e soprattutto il calore della gente. Lo stesso posto in cui ci troviamo adesso, il Relais Histò, è una vera perla! Qui ci si rigenera, ci si libera da ogni stress e pensiero. Ho dei progetti per il futuro, chissà che questa città non mi porti fortuna… e che non ci rivedremo presto!!».
Roberta Criscio

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