"L’allarme lanciato dal Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco in occasione dell’Assemblea Annuale dell’Istituto Centrale, sugli effetti dell’introduzione della TASI, la nuova tassa per finanziare i cosiddetti servizi indivisibili, conferma le preoccupazioni da noi espresse solo qualche giorno fa". Lo afferma il sindaco di Matera, Salvatore Adduce. E aggiunge: "Il Governo ha scelto ancora una volta la casa e gli altri immobili come base imponibile su cui applicare la nuova tassa che, tanto per fare alcuni esempi, serve a pagare le spese dell’illuminazione pubblica o la manutenzione del verde, e ciò rischia di provocare palesi ingiustizie nella ripartizione del carico fiscale e un sicuro effetto depressivo nel mercato immobiliare e dunque sulla stessa ripresa economica. Spiace che proprio il Sottosegretario Delrio, fino a poco tempo fa sindaco e presidente dell’Anci stia sottovalutando il problema affermando che "gli italiani pagheranno meno e laddove pagheranno di più dovranno parlarne con il loro comune”.
A Matera - aggiunge ik sindaco - abbiamo scelto di applicare l’aliquota più bassa e cioè l’1per mille grazie al fatto che abbiamo mantenuto i conti in ordine. Quindi ai cittadini materani questo nuovo balzello costerà molto poco. Ma non si può dimenticare che tantissimi comuni sono in grande difficoltà e potrebbero essere costretti a far pagare un conto salato ai loro cittadini. Non ci stiamo al balletto delle responsabilità fra Stato e autonomie locali. L’Amministrazione comunale di Matera crede che sia possibile, pur in un tempo di drammatiche ristrettezze finanziarie, avere i conti in ordine senza aumentare la pressione fiscale e senza intaccare i servizi essenziali alla persona. E’ un virtuosismo, però, che non può durare a lungo a causa dei crescenti tagli ai trasferimenti statali e del vincolo alla spesa del patto di stabilità. E pertanto credo che il Governo debba ere nella massima considerazione, anche attraverso una forma di premialità, quelle autonomie locali che, come il Comune di Matera, hanno scelto di tenere molto bassa la pressione fiscale”.

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