PISTICCI: REVOCA TRASFERIMENTO ABITATO MANCA SOLO L'UFFICIALITA'
di Michele Selvaggi
PISTICCI. Una battaglia vinta. La revoca del Decreto di Trasferimento dell’abitato, in particolare del rione Dirupo, è ormai cosa fatta. Manca solo la ufficialità. A dare la notizia in Consiglio Comunale, il sindaco Vito Di Trani che in particolare ha informato dell’esame da parte del Comitato Tecnico della Regione Basilicata e del parere favorevole che lo stesso ha espresso sulla richiesta di revoca avanzata dall’Amministrazione Comunale di Pisticci appena dopo il suo insediamento. Si resta in attesa quindi del provvedimento del Presidente della Giunta Regionale Pittella, per mettere la parola fine ad una vicenda legata alla emissione del Decreto di Trasferimento del Rione Dirupo, a firma dell’allora Presidente della Repubblica, datato 14 agosto 1968 che modificava quello relativo al trasferimento totale dell’abitato di Pisticci centro del 1959. Il sindaco Di Trani per la verità, che ha sempre trattato l’argomento come prioritario già nella campagna elettorale che lo portò alla guida dell’Amministrazione, si è detto sempre fiducioso sull’esito della richiesta, soprattutto dopo la presenza a Pisticci di circa un mese fa, dell’Assessore Regionale all’Ambiente Aldo Berlinguer che aveva accettato l’invito a visitare l’antico rione Dirupo, oggetto appunto del provvedimento restrittivo presidenziale di circa mezzo secolo fa. Tutta una mattinata trascorsa tra vie e vicoli del suggestivo rione della periferia sud dell’abitato, accompagnato oltre che dal primo cittadino Di Trani, dall’Assessore comunale all’Ambiente Lino Grieco. Berlinguer, che per l’occasione, era rimasto sorpreso dalle bellezze di questa antica parte dell’abitato – una delle “Cento meraviglie dell’Italia da salvare” – aveva assicurato tutto il suo interessamento in Regione per la revoca del vincolo avendo valutato in modo positivo tutti i motivi e le ragioni che avevano indotto il Comune a chiedere la revoca. “ La nostra – ci ha spiegato Di Trani - è una battaglia che abbiamo intrapreso già dai primi giorni del nostro insediamento, proprio perché siamo convinti che ormai ci troviamo di fronte a un vecchio decreto che non ha più ragione di esistere e che oggi rappresenta l’ostacolo principale al recupero del Dirupo. Abbiamo dimostrato, tra l’altro – ha aggiunto Di Trani - che ormai esistono tutte le condizioni tecniche e giuridiche per la sua eliminazione proprio perché parliamo di una antica parte dell’abitato che per le sue caratteristiche architettoniche e urbanistiche, potrebbe tranquillamente candidarsi a patrimonio dell’Unesco, con la possibilità di destinarlo interamente, per naturale vocazione, ad albergo diffuso e a piccole attività commerciali e artigianali, come del resto si è verificato per i Sassi di Matera. Siamo quindi oltremodo soddisfatti di poter centrare a breve un obiettivo di notevole portata storica per la nostra comunità”.
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