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lunedì 19 maggio 2014
Petrolio, Ugl Basilicata su dichiarazioni dell'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi.
"Preoccupano e non fanno presagire nulla di buono le dichiarazioni dell'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi. Dopo anni di sfruttamento della Basilicata e delle sue risorse, l'aumento delle estrazioni di idrocarburi per salvare i conti dell'Italia non può essere la soluzione. Per questo auspichiamo che il Presidente della Regione Marcello Pittella prenda al più presto le distanze da queste dichiarazioni". È questo il commento dei segretari regionali dell’Ugl Basilicata, Giovanni Tancredi e Giuseppe Giordano, in seguito all'articolo pubblicato dal quotidiano Il Messaggero dal titolo ‘Quel mare di petrolio che giace sotto l’Italia’. "In altre parole - spiega - l'ordine è trivellare, trivellare e trivellare. E non c'è spazio per fraintendimenti per quelle dichiarazioni che iscrivono Prodi al partito dei petrolieri. Dire che il nostro Paese è al primo posto per riserve di petrolio in Europa e che queste risorse restano non sfruttate, mentre si potrebbe raddoppiare la sua produzione di idrocarburi a circa 22 milioni di tonnellate equivalenti a maggiori entrate fiscali dello Stato di 2,5 miliardi ogni anno, vuol dire non solo conoscere i danni che le estrazioni di idrocarburi hanno prodotto in Basilicata, ma anche ignorarne la complessità e dimenticarsi ancora una volta delle popolazioni che sono costrette a subire tutte le problematiche connesse alle estrazioni. E stiamo parlando di una popolazione che è tra le più povere d'Italia, nonostante viva nella regione più ricca dello Stivale per risorse naturali. Soltanto martedì scorso, illustrando la sua relazione programmatica in Consiglio regionale – proseguono i segretari, Tancredi e Giordano -, il neogovernatore Marcello Pittella ha infatti chiesto il superamento del bonus idrocarburi e di utilizzare il fondo per l'inclusione sociale e la messa in sicurezza del territorio, oltre che per il sostegno ai giovani ed ai lavoratori disoccupati e senza ammortizzatori sociali. E anche la card carburanti, dopo il ricorso della Regione Veneto è sparita nel dimenticatoio e forse non sarà più rifinanziata, visto che le risorse destinate ai lucani, come minimo rimborso per tutti i danni creati dal petrolio, sono state dirottate altrove. Nulla di nuovo sotto il sole, insomma. Nel tempo – concludono Tancredi e Giordano - le proposte per un diverso utilizzo delle risorse del bonus benzina, da parte del Partito democratico, si sono sprecate. La novità vera, però, è che dopo anni di strenua difesa, anche l’ex Popolo della libertà, ora diviso tra il Nuovo centrodestra di Alfano e la nuova Forza Italia di Berlusconi, pare stia capitolando. In mezzo, 330mila lucani. Se il ‘generale’ Romano Prodi trova delle ottimi soluziuoni di salvataggio per l’Italia si e si arrabbia, l’Ugl Basilicata rammenta che i lucani sono alla fame. Andava bene insomma fare sacrifici se ne fosse stato utile e si avesse ottenuto un ritorno per il bene del territorio ma i cittadini della Basilicata nonostante c’è il petrolio sono comunque costretti a tirare la cinghia, ma a farli non possono essere sempre e solo i servitori dei politici. In poche parole, ‘a forza di tirare la cintura quanti indossano la divisa sono ormai arrivati all’ultimo buco e loro non ce la fanno davvero più’”.
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